IMU: caos normativo su errori e sanzioni

di Barbara Weisz

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Ennesimo pasticcio normativo-fiscale del Governo: un emendamento in via di approvazione anticipa al 24 gennaio la scadenza per i ravvedimenti IMU 2013.

Nuova complicazione IMU per i contribuenti che a dicembre, in sede di saldo della seconda rata 2013, hanno versato meno: per il ravvedimento avrebbero tempo solo fino al prossimo 24 gennaio e non più fino al successivo 16 giugno, come prevedeva la Legge di Stabilità (legge 147/2013, comma 728). Tutto questo secondo un nuovo emendamento al Dl 133/2013 (che istituisce la mini IMU), presto all’esame della Camera. E poichè la conversione in legge deve avvenire entro il 29 gennaio, è presumobile che l’emendamento resterà.

  • Legge di Stabilità: «non sono applicate sanzioni e interessi nel caso di insufficiente versamento della seconda rata dell’imposta municipale propria», qualora «la differenza sia versata entro il termine di  versamento della prima rata, relativa alla medesima imposta, dovuta per l’anno 2014» (16 giugno).
    Emendamento al Dl/133: «non sono applicate sanzioni e interessi nel caso di insufficiente versamento della seconda rata dell’imposta municipale propria» se «la differenza sia versata entro il termine del 24 gennaio 2014».

Il paradosso (l’ennesimo…): se la legge passerà dopo la scadenza del 24 gennaio, non essendo in vigore non potrà imporre il ravvedimento IMU entro tale data, farà invece fede la scadenza imposta dalla Legge Stabilità (16 giugno)?  I giuristi sapranno rispondere, ma ai non addetti ai lavori sembra improbabile che una legge possa imporre una scadenza fiscale retroattiva (in piena violazione dei diritti dei contribuenti). Al momento, dunque, la legge “valida” è solo la Finanziaria: o il Parlamento modifica il decreto in tempi record (emendandolo alla Camera, riapprovandolo in Senato e mandandolo in Gazzetta Ufficiale entro il 24 gennaio) o il termine sembra restare il 16 giugno.

Dopo il tour de force per pagare il saldo IMU 2013 nei pochi giorni lasciati a disposizione (30 novembre – 16 dicembre), ecco che si prospetta un nuovo ennesimo sacrificio per cittadini, commercialisti e CAF. I calcoli spettano sempre ai contribuenti, mentre l’arrivo a casa di un bollettino pre-compilato è diventato il sogno ardito di ognuno (pensiamo a quelli della maggiorazione TARES, che a pochi giorni dalla scadenza non sono arrivati nelle case degli Italiani, nell’unico caso in cui avrebbero potuto fare a meno di calcolatrici e simulatori. Insomma, uno scenario normativo-fiscale a dir poco caotico, che in Italia è ormai la consuetudine.