Agenda Digitale italiana: il Testo Unificato per le PMI innovative

di Barbara Weisz

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Testo Unificato per lo sviluppo digitale in Italia: ecco tutte le misure per incentivare e promuovere le start-up innovative nel più ampio quadro della digitalizzazione della PA e del Paese.

Presentata in IX Commissione Trasporti della Camera il Testo UnificatoDisposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali“,  per l’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana. Copertura finanziaria: 50 milioni di euro per il 2013, 60 milioni per il 2014 e 70 milioni per il 2015.

Il Testo Unificato – relatrice Deborah Bergamini – sintetizza le proposte di legge avanzate da Pd (Paolo Gentiloni) e Pdl (Antonio Palmieri) facendole slittare di un anno. Passa la legge annuale per lo sviluppo di Internet e dell’Italia digitale così come il maggiore sostegno alle start up innovative.

Testo Unificato per lo sviluppo digitale in Italia

Economia digitale

Ogni anno entro il 30 aprile il Governo presenterà alla Camera un Ddl per lo sviluppo dei servizi digitali che dovrà contenere:

  • Disposizioni per rimuovere gli ostacoli legislativi e amministrativi, anche nella PA.
  • Una o più deleghe al Governo per l’adozione di decreti legislativi, da emanare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge annuale.
  • L’autorizzazione all’adozione di regolamenti, decreti ministeriali e altri atti.
  • Disposizioni sui principi fondamentali cui dovranno attenersi le Regioni per esercitare le proprie competenze.
  • Modifiche alle leggi precedenti sull’accesso ai servizi della PA per promuovere lo sviluppo digitale.

Start-up innovative

Per finanziare nuove iniziative imprenditoriali ad alto contenuto di innovazione viene istituito, presso la presidenza del Consiglio, un apposito Fondo per l’Italia destinato all’assunzione di quote di fondi di investimento mobiliare di tipo chiuso e investment company, operanti nelle fasi di venture capital, early stage capital e capitale di espansione. Il Fondo per l’Italia ha una dotazione di 30 milioni di euro per il 2013, 40 milioni per il 2014 e 50 milioni per il 2015.  Almeno il 10% della dotazione annuale del Fondo è riservato a investimenti da parte di fondi di micro-seed autonomi o gestiti da incubatori privati.

In genere, la norma definisce criteri e massimali di investimento del Fondo. Le imprese da finanziare devono avere le seguenti caratteristiche:

  • sede operativa in Italia
  • quote o azioni direttamente detenute, in via prevalente, da persone fisiche;
  • attività di impresa da non più di cinque anni;
  • fatturato non superiore a 50 milioni di euro;
  • non essere quotate.

Un’altra misura prevede l’inserimento della start up innovative  fra le società destinatarie dei servizi dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (articolo 14, comma 18, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111).

Altre agevolazioni previste:

  • esenzione fiscale e contributiva per le quote della start up conferite come remunerazione del lavoro (stock option);
  • aree agevolate per le start up innovative (con condizioni fiscali analoghe a quelle previste per le zone franche urbane dell’articolo 1, commi 340, 341 e 342, della legge 27 dicembre 2006, n. 296) individuate dal MiSE secondo criteri definiti dalla legge e con limiti annuali per le esenzioni;
  • fondo rotativo per incubatori privati e di soggetti che operino in azioni di comunicazione, promozione e formazione di nuova imprenditorialità (finanziamento dei costi di costituzione e di avviamento);
  • avvio d’impresa semplificato;
  • riduzioni fiscali e contributive per start-up innovative con fatturato inferiore a 1 milione di euro (in via sperimentale per gli anni 2013-2015);
  • incentivi per l’assunzione di apprendisti;
  • detassazione dei ricavi da commercio elettronico internazionale delle micro e piccole imprese italiane (in via sperimentale per gli anni 2013-2015);.
  • crediti di imposta e agevolazioni sugli utili reinvestiti per aziende video ludiche e credito d’imposta del 25% per le imprese che sviluppano piattaforme telematiche per distribuzione, vendita e noleggio di opere dell’ingegno digitali.

Salta invece la riduzione IVA per il commercio elettronico, che rischiava di essere in contrasto con la direttiva 2006/ 112/CE sull’IVA intra-UE.

Cultura digitale e Internet

Previste agevolazioni per lo sviluppo delle infrastrutture, come l’esenzione dal pagamento della tassa per occupazione di aree pubbliche con reti e impianti in fibra ottica e l’istituzione, da arte dei comuni, del catasto delle infrastrutture civili in fibra ottica esistenti.

In programma la semplificazione per le reti Wi-Fi modificando il Codice delle Comunicazioni Elettroniche (decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259): per installare reti wireless o Hiperlan con potenza della singola antenna entro i 3 watt basterà una comunicazione in carta semplice all’agenzia provinciale o regionale per la protezione dell’ambiente.

In ambito PA sono invece previsti:

  • software libero, formati aperti, interoperabilità fra le banche dati pubbliche;
  • sportelli online per l’accesso ai servizi PA, sostitutivi di quelli fisici entro il 31 gennaio 2015;
  • Protezione dei dati personali;
  • Giustizia e Sanità Digitalizzate.

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