Startup, via libera alla costituzione online

di Noemi Ricci

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Il TAR boccia definitivamente il ricorso presentato dal Consiglio Nazionale del Notariato: le startup innovative si possono costituire online senza notaio.

È ufficiale: è possibile costituire una startup innovativa online senza l’ausilio del notaio. Il TAR del Lazio ha definitivamente rigettato il ricorso del Consiglio Nazionale del Notariato contro questa misura di semplificazione introdotta dal il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 17 febbraio 2016 in attuazione del decreto legge 3/2015 articolo 4 comma 10 bis (Investment Compact).

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La sentenza del TAR Lazio è stata ufficialmente pubblicata e vedeva coinvolti l’associazione Roma Startup e il Consiglio nazionale del Notariato, i quali avevano opinioni diametralmente opposte sulla parte della norma che concede a chi voglia avviare una startup la possibilità di costituirsi online e escludendo così la necessità di rivolgersi a un notaio per tale operazione.

Per il Consiglio nazionale del Notariato questa opportunità presentava vizi di ordine giuridico e un problema di gerarchia delle fonti, eliminando tutti i controlli sugli atti costitutivi delle startup innovative, in contrasto con la disciplina codicistica in materia di costituzione e iscrizione delle srl e in contrasto con la normativa europea.

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Il TAR ha però escluso l’esistenza di tali rischi , tra cui il paventato abuso dello strumento societario, e ha accolto solo il ricorso presentato dal Consiglio Nazionale del Notariato secondo il quale nel caso in cui la startup innovativa costituita online perda i requisiti per stare nel Registro speciale delle Imprese non può essere automaticamente passata nel Registro ordinario delle Imprese.

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Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup, l’unica associazione a costituirsi ad opponendum al procedimento, ha così commentato la sentenza del TAR:

«Con la pubblicazione della sentenza restano quindi salve tutte quelle startup che dal 20 luglio scorso si sono costituite gratuitamente online. Fortunatamente siamo riusciti ad evitare un vero e proprio caos che si sarebbe generato qualora il decreto ministeriale fosse stato annullato, salvando quindi anche tutti i rapporti contrattuali e bancari che le startup costituite in questo modo hanno avviato fino a oggi. Certo, rimango un po’ amareggiato dal fatto che altre associazioni come la nostra non abbiano impugnato il ricorso del Consiglio Nazionale del Notariato insieme a noi. Soprattutto in questo Paese, il primo intento dovrebbe essere quello di garantire la sopravvivenza delle nostre startup e non i soliti interessi o privilegi di pochi».

La costituzione di una startup innovativa online è un po’ complessa e per questo, Gianmarco Carnovale ricorda:

«E’ chiaro, tuttavia, che costituire una startup online non è come iscriversi a un sito. È necessario avere delle buone basi di diritto societario. Sicuramente concentrarsi meno sull’oggetto sociale quanto piuttosto sull’attività svolta dalla startup medesima che deve essere qualificata come innovativa».

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