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Stabilità 2016, la Tobin Tax finanzia l’Opzione Donna

di Barbara Weisz

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La Legge Stabilità 2016 raddoppia la Tobin Tax per finanziare l'estensione dell'Opzione Donna: restano i tagli all'indicizzazione pensioni alte fino al 2018.

L’estensione dell’Opzione Donna alle lavoratrici che compiono gli anni nell’ultimo trimestre dell’anno viene finanziata anche con un aumento della Tobin Tax: lo prevede un emendamento alla Legge di Stabilità approvato dalla Commissione Lavoro della Camera in sede consultiva. Confermato quanto già previsto dal testo originario della manovra, sempre in materia di coperture, sui tagli all’indicizzazione pensioni dei trattamenti superiori a quattro volte il minimo.

=> Pensioni medio alte: tagli indicizzazione in Stabilità 2016

Tobin Tax

La novità fondamentale riguarda la Tobin Tax, che sale allo 0,2%, oppure allo 0,4% per le transazioni che avvengono fuori dai mercati regolamentati. Lo prevede un emendamento alla manovra che va a modificare il comma 491 dell’articolo 1 della legge 228/2012, facendo salire allo 0,4%, dall’attuale 0,2%, sul valore della transazione l’imposta che si applica al trasferimento di proprietà di azioni o altri strumenti partecipativi che avvengono fuori dai mercati regolamentati. Se l’operazione avviene invece su un mercato regolamentato, l’aliquota sale allo 0,2%.

=> Tobin Tax: cos’è e come viene applicata

Opzione Donna

L’aumento della Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, serve a garantire la copertura all’estensione dell’Opzione Donna: si tratta di una possibilità di prepensionamento per le lavoratrici con 35 anni di contributi che abbiano almeno 57 anni e tre mesi, oppure 58 anni e tre mesi (rispettivamente, se autonome o dipendenti). I tre mesi rappresentano l’adeguamento agli incrementi della speranza di vita, che vengono eliminati dall’emendamento. In questo modo, possono rientrare in questa forma di prepensionamento anche le lavoratrici che compiono i 57 o i 58 anni richiesti nell’ultimo trimestre del 2015.

=> Esodati e Opzione Donna, si cambia ancora

Blocco indicizzazione

Resta confermata la misura relativa al blocco indicizzazione delle pensioni medio alte. Anche questa va a finanziare l’estensione dell’Opzione Donna a tutto il 2015, oltre che le altre misure del pacchetto pensioni, ovvero:

  • innalzamento no tax area a 8mila euro;
  • part-time per la pensione dopo i 63 anni.

In pratica, la misura riguarda i trattamenti superiori a quattro volte il minimo, che continueranno a rivalutarsi secondo le percentuali attuali fino al 2018, e non più fino al 2016. Nel dettaglio, l’attuale rivalutazione è pari al 95% per le pensioni fra tre e quattro volte il minimo, scende al 75% per gli assegni fra quattro e cinque volte il minimo, al 50% fra cinque e sei volte il minimo, al 45% sopra sei volte il minimo.

=> Pensioni medio-alte: taglio indicizzazione in Stabilità

Questo meccanismo di rivalutazione proseguirà fino al 2018: in mancanza della modifica inserita in manovra, dal 2017 la rivalutazione sarebbe stata pari al 90% fra tre e cinque volte il minimo e 75% per gli importo superiori). Come si vede, la proroga comporta un vantaggio per i trattamenti fra tre e quattro volte il minimo (che si rivaluteranno al 95% invece che al 90%), mentre viceversa per quelli da quattro a cinque volte il minimo c’è uno svantaggio, perché si rivaluteranno al 75% e non al 90%).

Fonte: emendamento alla Legge di Stabilità.