Italia nel brevetto unico europeo

di Barbara Weisz

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Italia tra i 26 paesi del brevetto unico europeo in vigore dal 2016: vantaggi per PMI e agevolazioni per il deposito marchi comunitari e internazionali.

Due buone notizie per la ricerca e sviluppo nelle PMI, una fiscale e l’altra normativa: l’Italia aderisce al brevetto unico europeo con tutti i vantaggi del caso, mentre arrivano nuovi incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico per favorire la registrazione di nuovi marchi, comunitari e internazionali, da parte delle imprese.

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Partiamo dal brevetto unico europeo: l’Italia è entrata nei 26 paesi che ne fatto parte e nei quali con un’unica procedura si registrerà un brevetto in tutta Europa. Un risparmio di tempi e costi fino all’80%. Resta fuori la Spagna, che ancora si oppone al trilinguismo (il brevetto europeo si deposita in inglese, tedesco e francese) mentre alla fine l’Italia ha deciso di aderire, partecipando alla definizione di regole, finanziamenti e tempistiche, che dovrebbero portare entro fine 2016 all’operatività del brevetto unitario.

Il brevetto europeo è considerato da Bruxelles uno strumento utile per start-up e PMI, soprattutto in Italia, quarto mercato europeo per brevetti concessi. Con il suo ingresso nella cooperazione rafforzata per i brevetti comunitari, imprese e inventori potranno effettuare un’unica procedura, guadagnando in competitività sul fronte dei costi rispetto a quelle di Usa e Giappone, prima molto più economiche. Per le PMI si studiano anche ulteriori forme di incentivazione, come una riduzione dei costi di prima registrazione e finanziamenti per le traduzioni.

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L’Italia firma anche l’ingresso nel Tribunale Unico dei Brevetti, ma qui la strada è più lunga. Sono 8 i paesi che hanno già firmato le necessarie ratifiche (oltre, all’Austria, Francia, Belgio, Svezia, Danimarca, Francia, Portogallo) e Bruxelles invita gli altri Stati membri ad aderire velocemente per l’entrata in vigore entro la fine del 2016. Non si esclude che l’Italia possa diventare sede di uno dei tribunali decentrati (oltre a Parigi, Londra e Monaco), dell’ipotesi ha parlato lo stesso Benoit Battistelli, presidente di Epo (European Patent Office), l’ente che  rilascia il brevetto europeo).

E veniamo agli incentivi alle imprese, che riguardano i marchi comunitari da registrare presso l’Uami (Ufficio armonizzazione mercato interno), e quelli internazionali che invece si depositato all’Ompi (organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale). Sono previsti dal bando di agevolazioni alle imprese «per favorire la registrazione dei marchi comunitari e internazionali» del ministero dello Sviluppo economico. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo la quale le imprese avranno 120 giorni per presentare domanda.

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