Privati e imprese con parco veicoli hanno davanti un anno di grandi cambiamenti sul fronte trasporti su gomma. Il Ministero delle Infrastrutture ha reso disponibile in consultazione la riscrittura integrale del codice della strada modificando l’età per la patente B e C1 e la carta di qualificazione del conducente, riordinando le sanzioni in fasce ridotte e differenziando le multe in base al mezzo. C’è tempo fino al 13 settembre 2026 per proporre modifiche; il calendario di approvazione, tuttavia, dipende da una legge di proroga della delega ancora all’esame della Camera.
In sintesi:
- la delega a riscrivere il codice nasce dalla legge n. 177/2024, in vigore dal 14 dicembre 2024, e il suo termine è stato più volte modificato;
- lo schema di nuovo codice stradale è articolato in otto titoli, con i contenuti tecnici rinviati a regolamenti attuativi;
- l’abbassamento a 17 anni dell’età per la patente B discende dalla direttiva (UE) 2025/2205;
- le sanzioni sarebbero graduate anche in base alla gravità effettiva della violazione e al suo peso sull’incidentalità stradale.
- Entrata in vigore del nuovo codice stradale
- Patente B a 17 anni con guida accompagnata dai 16
- Patente C1 a 17 anni e ingresso anticipato nell’autotrasporto
- Casco obbligatorio sulle biciclette a propulsione
- Motociclisti in corsia di emergenza e sorpasso a destra
- Sanzioni, da 82 fasce a 21
- Assicurazione obbligatoria e piattaforma CUDE per i Comuni
- Consultazione MIT, chi può presentare proposte
Entrata in vigore del nuovo codice stradale
Il nuovo codice della strada non entrerà in vigore prima del 2027, perché il testo in circolazione è una bozza di lavoro che deve ancora essere scritta in forma definitiva, approvata e seguita dai regolamenti attuativi.
La delega contenuta nella legge n. 177/2024 aveva un termine iniziale di dodici mesi, portato poi a diciotto e contestualmente ampliato da semplice riordino a riscrittura integrale del codice. La Camera ha approvato il testo il 3 marzo 2026, il Senato lo ha modificato allungando ulteriormente il termine e il provvedimento è tornato all’esame della Camera.
Sull’esito procedurale convivono due ipotesi. Una prevede che il governo eserciti la delega con un decreto legislativo, l’altra che il ministero porti in Parlamento una nuova legge delega, opzione che allungherebbe sensibilmente i tempi. Le note ufficiali del MIT non precisano lo strumento.
L’impostazione di fondo è comunque una semplificazione strutturale. Il codice verrebbe riorganizzato in otto titoli contenenti i principi generali su sicurezza e circolazione, mentre le disposizioni tecniche finirebbero in regolamenti attuativi, con l’obiettivo di rendere il testo più leggibile e più rapido da aggiornare rispetto alla stratificazione accumulata dal 1992 a oggi.
Il rinvio ai regolamenti è però il motivo per cui, anche dopo l’approvazione, diverse regole resteranno inapplicabili finché i decreti attuativi non saranno pubblicati.
Patente B a 17 anni con guida accompagnata dai 16
L’esame per la patente B potrebbe essere sostenuto a 17 anni, un anno prima rispetto al limite attuale, con la guida da soli che scatterebbe comunque al compimento dei diciotto.
Prima dell’esame è prevista una fase di guida accompagnata a partire dai 16 anni, con un conducente esperto a bordo, secondo un impianto simile a quello del foglio rosa. Le ipotesi di lavoro contengono requisiti stringenti su tipo di veicolo, presenza dell’accompagnatore e limiti di velocità ridotti per i più giovani.
La base giuridica non è nazionale. La direttiva europea sulle patenti di guida, la (UE) 2025/2205 pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 5 novembre 2025, prevede all’articolo 17 il rilascio della patente B ai candidati che abbiano compiuto 17 anni, con l’apposizione del codice unionale 98.02. L’Italia anticiperebbe quindi un adeguamento che dovrà comunque arrivare entro i termini di recepimento fissati dalla direttiva.
Patente C1 a 17 anni e ingresso anticipato nell’autotrasporto
La stessa soglia dei 17 anni si applicherebbe alla patente C1, quella per i veicoli fino a 7,5 tonnellate, con la conseguenza di anticipare di un anno anche l’età per conseguire la CQC, la carta di qualificazione del conducente necessaria per esercitare la professione di autotrasportatore.
È la misura che riguarda più direttamente le imprese, perché interviene su una delle strozzature del settore. Anticipare di dodici mesi l’accesso alla qualificazione professionale significa allargare il bacino di reclutamento in un comparto che segnala da anni difficoltà a sostituire i conducenti che vanno in pensione, e incide sulla programmazione delle assunzioni di chi gestisce flotte per conto terzi.
Anche in questo caso l’intervento segue l’impianto della disciplina europea, che collega le due abilitazioni. Il testo definitivo dovrà stabilire quali limitazioni accompagnino la guida professionale prima dei diciotto anni.
Casco obbligatorio sulle biciclette a propulsione
L’obbligo di casco riguarderebbe le biciclette a propulsione, cioè quelle che avanzano senza necessità di pedalare, e non le comuni biciclette elettriche a pedalata assistita.
La distinzione è il cuore della misura. Le bici a pedalata assistita continuerebbero a essere trattate come biciclette, mentre per i mezzi con propulsione autonoma, quelli che nell’uso quotidiano coincidono spesso con le cosiddette super-bici da consegna, si prospettano obbligo di casco e contrassegno identificativo. Per le biciclette tradizionali il casco rimarrebbe obbligatorio solo per i minori di 14 anni, come già oggi.
Per le imprese di logistica dell’ultimo miglio la novità va letta insieme all’identificazione dei mezzi, perché sposterebbe su un piano formale la gestione della flotta di veicoli leggeri usata dai rider.
Motociclisti in corsia di emergenza e sorpasso a destra
Fra le ipotesi allo studio ci sono la possibilità per i motociclisti di percorrere la corsia di emergenza in caso di incidente o forte rallentamento in autostrada, garantendo comunque il transito dei mezzi di soccorso, e il dimezzamento delle sanzioni per le due ruote in divieto di sosta.
Il capitolo più discusso riguarda invece il sorpasso a destra. I tecnici del ministero stanno valutando l’introduzione della circolazione per file parallele su autostrade e superstrade a tre corsie, con la conseguenza che il superamento sulla destra non costituirebbe più infrazione nelle condizioni previste. È una modifica che tocca un principio consolidato della circolazione italiana e su cui il confronto con le associazioni è aperto.
Sanzioni, da 82 fasce a 21
Il sistema sanzionatorio verrebbe riscritto passando dalle attuali 82 fasce a una ventina, accorpando in un’unica struttura la sanzione pecuniaria, le sanzioni accessorie e la decurtazione dei punti dalla patente.
Cambierebbe anche il criterio di determinazione degli importi, ancorato alla gravità effettiva della violazione e al suo peso sull’incidentalità, con sanzioni più severe per gli eccessi di velocità sui limiti più alti. Il testo base prevede inoltre variazioni legate a circostanze oggettive: a parità di comportamento la sanzione sarebbe più pesante se l’infrazione è commessa da un neopatentato o alla guida di un mezzo pesante.
Quest’ultimo punto merita attenzione da parte delle imprese con veicoli aziendali, perché introdurrebbe una differenziazione strutturale del rischio sanzionatorio in funzione della categoria del mezzo. Le ipotesi di lavoro contengono anche lo sganciamento degli importi dagli adeguamenti automatici all’inflazione e la semplificazione delle procedure di ricorso al prefetto e di annullamento dei verbali errati.
Assicurazione obbligatoria e piattaforma CUDE per i Comuni
Il capitolo assicurativo prevede un inasprimento delle conseguenze per chi circola senza RC auto, con sanzioni più elevate e misure ablative in caso di mancata regolarizzazione dopo il primo accertamento.
Sul fronte dell’accessibilità, ai Comuni verrebbe imposto l‘obbligo di aderire alla piattaforma CUDE, il registro del contrassegno unificato disabili europeo, con una sanzione di sistema in caso di inadempimento: l’impossibilità di utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza delle violazioni sulla sosta riservata e sugli accessi alle ZTL. È una leva indiretta ma incisiva, perché tocca la capacità dell’ente di generare introiti da sanzioni.
Completano il quadro le misure contro i veicoli abbandonati e le tutele per gli utenti vulnerabili della strada, entrambe indicate fra le direttrici del testo base senza che il dettaglio applicativo sia ancora definito.
Consultazione MIT, chi può presentare proposte
Il testo base è stato illustrato il 21 luglio 2026 in un incontro al ministero presieduto dal ministro Matteo Salvini, e il 7 agosto il MIT ha inviato i materiali di lavoro a oltre cento fra associazioni e operatori del settore.
Ciascun soggetto coinvolto può trasmettere osservazioni e un massimo di cinque proposte di modifica mirate entro il 13 settembre 2026. La platea comprende associazioni di categoria, operatori, enti locali e organizzazioni impegnate sulla sicurezza stradale, incluse le associazioni delle vittime della strada.
Chiusa la raccolta, il ministero elaborerà la versione definitiva del testo. Per le imprese con flotte, autotrasportatori e operatori della logistica questa è la fase in cui la rappresentanza di categoria può ancora incidere sui contenuti, prima che il testo prenda la forma di un provvedimento formale.