Ponte sullo Stretto nel 2034: cantieri da settembre, riprogrammate scadenze e risorse

di Teresa Barone

20 Marzo 2026 10:14

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Ponte sullo Stretto di Messina, nuovo decreto in vigore: riparte l'iter per l'avvio dei cantieri da settembre 2026 e l'apertura nel 2034.

È entrato in vigore il 12 marzo il decreto recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. Per il Ponte sullo Stretto di Messina il testo — approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 febbraio e ripassato dalla Ragioneria generale dello Stato prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale — non sblocca i cantieri nell’immediato ma ridisegna il percorso autorizzativo e redistribuisce 2,8 miliardi di euro verso Rete Ferroviaria Italiana.

Nuovo percorso autorizzativo per il Ponte di Messina

Il cuore del decreto è nell’articolo 1, che impone al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una serie di adempimenti per conformarsi alle deliberazioni della Corte dei Conti, che tra ottobre e novembre 2025 aveva bloccato sia la delibera CIPESS sia l’atto aggiuntivo alla convenzione con la società Stretto di Messina.

Il MIT è chiamato ad aggiornare il piano economico-finanziario della società concessionaria, acquisire i pareri tecnici mancanti — tra cui quello dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul piano tariffario — e completare le verifiche ambientali richieste dalla Direttiva Habitat dell’Unione europea, aprendo un confronto con la Commissione europea sui siti coinvolti.

Solo al termine di questo percorso il dossier potrà tornare al CIPESS per una nuova delibera, e quindi alla Corte dei Conti per il visto di legittimità. Il decreto chiarisce inoltre l’ordine logico che era mancato: prima la delibera CIPESS, poi l’atto aggiuntivo alla convenzione — e non viceversa, come era accaduto in precedenza.

Plafond RFI, come funziona la rimodulazione

Il decreto destina 2,8 miliardi di euro a Rete Ferroviaria Italiana per la riduzione dell’esposizione debitoria: 1,8 miliardi nel 2026 e un ulteriore miliardo nel 2027. RFI negli ultimi anni ha anticipato risorse a imprese e fornitori impegnati nei cantieri ferroviari, accumulando un indebitamento che il provvedimento punta a contenere.

I fondi non provengono da nuovi stanziamenti ma da una rimodulazione temporale degli importi già previsti per il Ponte: nei primi anni di programmazione (2026-2029) la spesa sull’opera viene ridotta rispetto al piano originario, liberando risorse che vengono dirottate verso RFI. La spesa complessiva resta invariata a 13,5 miliardi di euro; cambia solo la distribuzione nel tempo, con un profilo crescente dopo il 2030 e un picco di 1,2 miliardi nel 2034.

Commissari opere: Isi per le ferrovie, Gemme per le strade

Il decreto nomina due commissari straordinari per le infrastrutture di accesso al Ponte, che dovranno procedere in parallelo all’opera principale per evitare che, a collegamento completato, i raccordi a terra siano ancora incompiuti:

  • Aldo Isi, amministratore delegato di RFI, è nominato commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali ferroviari complementari al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, inclusi i lavori sulla tratta Palermo-Catania-Messina e il collegamento con l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria;
  • Claudio Gemme, amministratore delegato di ANAS, assume il coordinamento commissariale per le opere stradali di accesso, su più cantieri strategici tra Calabria e Sicilia.

Per il Ponte in sé non è prevista alcuna figura commissariale: la gestione strategica e amministrativa rimane in capo al MIT, che risponde direttamente dei tempi dell’iter autorizzativo.

Cronoprogramma: cantieri a settembre 2026

La società Stretto di Messina conferma un piano di costruzione di 7,4 anni: avvio cantieri stimato a settembre 2026, fine lavori entro il 2033. Il 2034 non è una data di completamento spostata in avanti, ma il primo anno di esercizio del Ponte — quando l’infrastruttura sarà operativa per traffico stradale e ferroviario. Le risorse appostate per il 2034 nel decreto sono destinate alle regolazioni contabili finali e al pagamento degli ultimi stati di avanzamento lavori.

Tra i nodi ancora aperti: il completamento del percorso presso la Corte dei Conti, il via libera definitivo della Commissione europea sugli aspetti ambientali e l’aggiornamento del piano economico-finanziario. Finché questi passaggi non saranno chiusi, la data di settembre 2026 per l’apertura dei cantieri resta condizionata all’esito dell’iter autorizzativo.