Riparte ufficialmente l’iter per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 5 febbraio 2026, ha approvato un nuovo decreto-legge volto a sbloccare l’opera dopo lo stop imposto dalla Corte dei Conti a fine 2025. Il nuovo provvedimento punta a sanare i rilievi di legittimità che avevano congelato la delibera Cipess e i contratti attuativi.
Semplificazione e regia del MIT
Il cuore del nuovo provvedimento risiede nella revisione delle procedure necessarie per ottenere il via libera definitivo. A differenza delle ipotesi circolate nelle scorse settimane, il Governo ha scelto di non nominare un Commissario Straordinario per l’opera principale, lasciando la gestione strategica e amministrativa in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
Tuttavia, è prevista una figura commissariale specifica per le opere ferroviarie a terra: il ruolo è stato affidato all’Amministratore Delegato di RFI, con l’obiettivo di accelerare i collegamenti strutturali in Calabria e Sicilia che dovranno connettersi alla campata unica.
I passaggi chiave per la nuova delibera Cipess
Per superare il vaglio della magistratura contabile, che tra ottobre e novembre 2025 aveva bocciato i precedenti atti per carenze documentali, il nuovo iter impone la produzione di una documentazione integrativa molto più rigorosa.
- Piano Economico Finanziario (PEF): deve essere aggiornato includendo proiezioni precise su costi e tariffe di transito.
- Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): è necessario acquisire la piena conformità rispetto alle direttive UE per evitare procedure di infrazione.
- Pareri Tecnici: una nuova serie di valutazioni dovrà certificare la tenuta del progetto rispetto alle osservazioni tecniche sollevate dai periti della Corte.
L’avvio lavori slitta alla meta del 2026
L’obiettivo iniziale di aprire i cantieri entro la fine del 2025 è ormai sfumato a causa dello stallo burocratico. Con il nuovo Decreto Ponte, il dicastero guidato da Matteo Salvini punta a concludere la fase autorizzativa entro la metà del 2026. Una volta ottenuta la nuova delibera Cipess, l’atto tornerà alla Corte dei Conti per l’ultimo visto di legittimità.
Resta da capire quanto la rapidità dei nuovi pareri tecnici potrà incidere sulla data effettiva di posa della prima pietra, considerando che ogni passaggio dovrà ora rispondere a standard di trasparenza e conformità normativa molto più stringenti rispetto al passato.