Il marchio IGP (Indicazioni Geografiche Protette) non riguarderà più solo i prodotti alimentari: la legge di delegazione europea 91/2025, pubblicata nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale, in recepimento del Regolamento (UE) 2023/2411 prevede infatti di estendere il nuovo titolo di proprietà industriale a prodotti artigianali e industriali del Made in Italy come oggetti in legno e vetro, gioielli e posate, tessuti e pizzi, porcellana e ceramica, cuoio e pelli.
In base alla tabella di marcia del MIMIT, la registrazione delle nuove IGP dovrebbe essere possibile a partire dal primo dicembre 2025. Vediamo tutte le tempistiche previste e cosa cambierà per le imprese.
IGP per nuovi prodotti e regole UE
Il marchio IGP sarà valido nell’intera Unione Europea a tutela delle produzioni locali, in modo analogo a quanto attualmente avviene per i prodotti agricoli. Garantirà la provenienza effettiva da una determinata area geografica (nella quale deve anche avvenire almeno una fase della produzione) ed il possesso di determinate caratteristiche di qualità.
L’Autorità europea competente è l’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale). I produttori, per il tramite di un’associazione di categoria, presenteranno domanda di IGP alle diverse autorità nazionali dei paesi, che poi le inoltreranno all’ente comunitario. Tutte le FAQ a questo link.
Le imprese che richiedono la registrazione IGP dovranno prima aderire al disciplinare di produzione che tutela il marchio, indicandolo nella domanda.
La delega al Governo
Per l’entrata in vigore effettiva del nuovo titolo di proprietà industriale, il Governo dovrà prima approvare uno specifico decreto legislativo, entro il 10 gennaio 2026 (sei mesi dall’entrata in vigore della Legge 91/2025). Il provvedimento attuativo conterrà le regole operative per registrare le nuove IGP, individuando uffici competenti e procedure e prevedendo sanzioni in caso di violazione.
Nell’esercizio della delega, l’Esecutivo Meloni dovrà individuare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy quale autorità competente per la registrazione, definire le procedure rapide la gestione delle domande, designare una o più autorità responsabili dei controlli e adeguare il sistema sanzionatorio alle disposizioni del Regolamento UE 2023/2411 (dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione).