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Codici ATECO 2025: rivoluzione dal 1° aprile

di Anna Fabi

12 Marzo 2025 09:00

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Classificazione delle attività economiche: 96 codici ATECO per il commercio elettronico dal 1° aprile 2025, come arrivare pronti all'entrata in vigore.

Con l’introduzione della nuova classificazione ATECO 2025, l’e-commerce subisce un’importante revisione: da un unico identificativo si passa a ben 96 codici specifici. Obiettivo, dettagliare le attività legate al commercio elettronico, offrendo una rappresentazione precisa delle diverse operazioni nel settore.

I nuovi codici sono entrati in vigore il 1° gennaio ma la loro adozione obbligatoria scatta il 1° aprile. Vediamo cosa cambia e come adeguarsi.

Codici ATECO per il commercio elettronico

Nella versione precedente della Classificazione delle Attività Economiche, l’e-commerce era identificato da un solo codice, che comprendeva una vasta gamma di attività. Con l’aggiornamento ATECO al 2025, tale codice è stato suddiviso in 96 nuove voci, ognuna delle quali rappresenta una specifica attività nel panorama del commercio elettronico.

Questa suddivisione dettagliata consente di distinguere tra le diverse modalità operative dell’e-commerce.

  • Vendita di beni e servizi online: si differenzia tra prodotti fisici e digitali.
  • Piattaforme di intermediazione: si separano marketplace e servizi di comparazione prezzi.
  • Servizi di supporto e consulenza: si distinguono ambito logistico, marketing e customer care.

​Adempimenti per le imprese

La prima conseguenza immediata è il necessario aggiornamento dei dati aziendali: le imprese dovranno verificare e, se necessario, aggiornare i propri codici ATECO presso le Camere di Commercio per una corretta identificazione dell’attività svolta e allineamento con le nuove classificazioni.

A seguire ci sarà da provvedere all’adeguamento della documentazione fiscale: la modifica dei codici potrebbe infatti influire su aspetti legati all’IVA, alla fatturazione elettronica e ad altri obblighi dichiarativi. È essenziale verificare eventuali aggiornamenti nelle istruzioni operative fornite dall’Agenzia delle Entrate.

Infine, bisognerà vagliare la conformità con le direttive delle piattaforme di vendita online, che potrebbero richiedere l’aggiornamento dei codici ATECO per garantire la corretta categorizzazione dei prodotti e servizi offerti.​​