Fisco, lavoro, pensioni: riforme e interventi del Recovery Plan

di Barbara Weisz

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Riforma fiscale entro luglio, riduzione del cuneo fiscale, lavoro per donne e giovani, attuazione delle riforme pensionistiche: analisi del PNRR italiano.

Le sei macro aree di intervento che compongono il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), ovvero il Recovery Plan da oltre 220 miliardi di euro che l’Italia ha presentato a Bruxelles, non riguardano nessuno di questi tre temi: lavoro, fiscalità e pensioni. Ma, come è facile immaginare, il piano che getta le basi per la ripresa dal Covid e per la crescita dei prossimi anni, per non dire decenni, non poteva non affrontare tre pilastri delle politiche macroeconomiche, che fra l’altro sono al centro delle raccomandazioni europee all’Italia. Gli interventi previsti su questi temi sono considerati propedeutici al piano (è il caso della riforma fiscale, che di conseguenza è una sorta di prerequisito), oppure declinati nelle diverse aree (le competenze digitali, l’empowerment femminile, l’occupazione dei giovani, sul fronte del lavoro).

Fisco

La riforma fiscale è inserita fra le riforme di accompagnamento al piano, quindi va attuata al di fuori delle misure previste dal PNRR, finanziata con altre risorse. Viene però considerata «fra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese e in tal senso è parte integrante della ripresa che si intende innescare anche grazie alle risorse europee». Quindi, su questo fronte c’è una sfida impegnativa per il legislatore, che deve portare a termine la riforma con tempistiche coerenti con quelle del Recovery Plan. La strada in questo senso è già tracciata, la Legge di Bilancio 2021 prevede già le risorse per la riforma, che va attuata con legge delega entro il 2022. Il Recovery Plan fissa una scadenza. Il Governo presenterà al Parlamento, entro il 31 luglio 2021, una legge di delega da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi. Il ddl terrà adeguatamente conto dell’indagine conoscitiva effettuata dalle commissioni parlamentari che hanno raccolto le audizioni di istituzioni ed esperti (anche sulla sulla riforma IRPEF). Quindi, fino a questo momento, la tabella di marcia è rispettata.

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Ci sono interventi fiscali che in realtà sono ricompresi nel perimetro di intervento del Recovery Plan. Per esempio, nell’ambito della riforma della Giustizia, è previsto l’intervento sulla giustizia tributaria, con l’obiettivo di ridurre il numero di ricorsi alla Cassazione, farli decidere più speditamente, oltre che in modo adeguato. Modalità di attuazione: migliore accesso alle fonti giurisprudenziali mediante il perfezionamento delle piattaforme tecnologiche, rafforzamento del personale, revisione di alcuni istituti come la mediazione. Il piano in ogni caso fissa anche le linee generali della riforma fiscale vera e propria. I punti principali:

  • raccolta e razionalizzazione della legislazione fiscale in un testo unico, integrato e coordinato con le disposizioni normative speciali, da far a sua volta confluire in un unico Codice tributario;
  • revisione dell’IRPEF, con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo e di ridurre gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività e l’equilibrio dei conti pubblici;
  • compliance fiscale e lotta all’evasione.

Lavoro

Ci sono diversi capitoli. In primo luogo, sempre nell’ambito delle cosiddette riforme di accompagnamento al piano, è prevista la revisione degli ammortizzatori sociali. Obiettivo: semplificare le procedure di erogazione e ampliare l’ambito dei destinatari degli interventi di sostegno al reddito. Il sistema di ammortizzatori sociali «deve diventare più equo, sostenibile e capace di far fronte alle trasformazioni, nonché alle instabilità del mercato del lavoro supportando le transizioni occupazionali e attenuando l’impatto sociale delle crisi». E, nell’ottica dello sviluppo del mercato del lavoro, è fondamentale l’integrazione con le politiche attive. Fra gli obiettivi, c’è anche quello di prevedere un sistema di tutele per i lavoratori autonomi.

Alcuni interventi per i giovani e le donne

  • Gli investimenti e le riforme sulla transizione ecologica della Missione 2 contribuiscono alla creazione di occupazione giovanile in tutti i settori toccati dal Green Deal europeo, tra cui le energie rinnovabili, le reti di trasmissione e distribuzione, la filiera dell’idrogeno.
  • La Missione 5 (inclusione e coesione), in linea con le raccomandazioni specifiche della Commissione Europea sull’Italia, vuole assicurare un’integrazione efficace tra le politiche attive del mercato del lavoro e le politiche sociali, anche attraverso forti investimenti nelle politiche di istruzione e formazione (apprendistato duale).
  • La Missione 1 (digitalizzazione) – tramite l’adozione di nuovi meccanismi di assunzioni nella PA e la revisione delle opportunità di promozione alle posizioni dirigenziali di alto livello – si pone l’obiettivo di garantire pari opportunità sia nell’ambito della partecipazione al mercato del lavoro, sia nelle progressioni di carriera.
  • Gli investimenti in banda larga e connessioni veloci previsti nella Missione 1 facilitano la creazione dell’infrastruttura tecnologica necessaria a fornire all’imprenditoria in genere, e all’imprenditoria femminile in particolare, gli strumenti con i quali ampliare il proprio mercato.
  • La Missione 4 (istruzione e ricerca), tramite il Piano asili nido, mira ad innalzare il tasso di presa in carico degli asili, che nel 2018 era pari ad appena il 14,1%.
  • Il Piano investe nelle competenze STEM tra le studentesse delle scuole superiori per migliorare le loro prospettive lavorative e permettere una convergenza dell’Italia rispetto alle medie europee.
  • Nella Missione 5, è presente uno specifico investimento per sostenere l’imprenditorialità femminile, che ridisegna e migliora il sistema di sostegni attuale in una strategia integrata.

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Per quanto riguarda il mercato del lavoro vero e proprio, fra le priorità trasversali del piano ci sono le pari opportunità, generazionali (i giovani), e di genere (le donne). Per le imprese che, a diverso titolo, parteciperanno ai progetti finanziati dal PNRR e dai Fondi europei, ci sono «previsioni dirette a condizionare l’esecuzione dei progetti all’assunzione di giovani e donne, anche per il tramite di contratti di formazione/specializzazione che possono essere attivati prima dell’avvio dei medesimi progetti». Nei bandi di gara saranno inseriti criteri premianti in questo senso.

Infine, il Piano contiene le raccomandazioni specifiche UE per l’Italia, inserendosi fra gli strumenti per perseguirle, e su questo fronte, fra le altre cose, segnala l’esigenza di ridurre il cuneo fiscale, proseguendo il percorso iniziato nel 2020. In generale, si legge, «il Governo opererà per ridurre ulteriormente il cuneo fiscale sul lavoro, con interventi graduali ma di natura strutturale finalizzati a migliorare il reddito dei lavoratori e la competitività dell’economia italiana».

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Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni, nel Recovery Plan c’è solo il riferimento alle raccomandazioni Ue 2019, che prevedono di proseguire sulla strada della riduzione delle pensioni di vecchiaia sulla spesa pubblica. Quindi non ci sono interventi specifici previsti dal PNRR. Ma solo, nell’ambito delle Raccomandazioni UE 2019,l’indicazione dell’obiettivo di «attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita».