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Impatto Manovra: tre misure chiave per le imprese

di Barbara Weisz

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Stretta appalti imprese molto impegnativa sul fronte applicativo, occhio alle politiche retributive a fronte del taglio cuneo fiscale, bene fringe benefit auto green: PMI.it intervista Andrea Giordan.

La misura che al momento ha maggior impatto sull’operatività delle imprese è quella relativa al Durf in ambito appalti, tra le più interessanti spicca invece quella su fringe benefit riferito alle auto aziendali, che stimola la mobilità sostenibile senza effetti negativi per le aziende, mentre quella a cui prestare particolare attenzione – pensando soprattutto  alle PMI – è il taglio del cuneo fiscale, in termini di policy di compensation (stipendi, benefit e via dicendo).

E’ l’opinione di Andrea Giordan, consulente del lavoro di F2A (società che opera nel panorama italiano dell’outsourcing nelle aree HR e amministrazione e finanza), intervistato da PMI.it sulle novità inserite in manovra 2020 e decreto fiscale collegato e, in particolare, in ottica di opportunità e adempimenti.

Durf e appalti

«Sulla base dei riscontri che abbiamo – spiega Giordan – al momento hanno un  impatto rilevante i nuovi obblighi di verifica in relazione agl appalti». Si tratta, lo ricordiamo, della misura prevista dal decreto fiscale che comporta ulteriori adempimenti per il committente e l’appaltatore per lavori sopra i 200mila euro che siano ad alta densità di manodopera.

Novità che richiedono un’attività amministrativa aggiuntiva anche se l’Agenzia delle Entrate ha fornito una circolare ad hoc per sciogliere i nodi interpretativi, e che soprattutto per le aziende appaltatrici comporta adempimenti in più. Bene il periodo transitorio, ovvero la moratoria dalle sanzioni prevista fino al prossimo 30 aprile, che consente alle imprese di abituarsi ai nuovi adempimenti in modo graduale.

Intendiamoci, il consulente non critica la ratio della norma, che «è assolutamente nobile», perché «istituita per far fronte a un fenomeno di indebite compensazioni, che sottraevano gettito alla fiscalità generale. E anche per evitare processi di esternalizzazione che, in molti casi, si concretizzano in concorrenza sleale.  Fra l’altro, l’Agenzia delle Entrate ha anche in parte esteso i controlli previsti dalla norma, chiedendo al committente di verificare la congruità delle retribuzioni. I processi produttivi fanno molto ricorso all’esternalizzazione, e le aziende che non pagano i lavoratori hanno un vantaggio competitivo».

Insomma, la norma ha una ratio corretta su più fronti. Ma «serve un iniziale periodo di assestamento». Saranno importanti i prossimi mesi, anche per capire se operativamente dovessero emergere nuovi dubbi.

In ogni caso, vengono apprezzati i correttivi introdotti nel corso della conversione in legge, che ha limitato l’applicazione agli appalti oltre i 200mila euro e inserito una serie di paletti per andare incontro alle richieste delle associazioni datoriali.

Fringe benefit

 La novità della Legge di Bilancio che Giordan trova più ragionevole è quella relativa al fringe benefit sulle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti, con uno sconto per le vetture ecologiche e un aumento per le auto maggiormente inquinanti.

«Considerato che dovremo andare verso una mobilità sostenibile, valorizzare i mezzi non inquinanti è lodevole. Anche perché stimolerà il rinnovo del parco auto aziendale». Fra l’altro, nella maggior parte dei casi la norma non ha grande impatto, perché per le auto di media cilindrata il fringe benefit resta al 30%. Quindi, ci saranno poche auto di peso su cui il fringe benefit salirà (al 40 e 50%, a seconda della cilindrata, poi al 50 e 60% dal 2021), e uno sconto al 25% per i veicoli meno inquinanti.

Cuneo fiscale

Per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale «è importante che le aziende ne tengano conto in sede di definizione delle policy di compensation. Ricordo che anche con il bonus Renzi ci fu uno spiazzamento, perché le persone, a ridosso di una certa soglia, di fatto si vedevano abbattere il beneficio».

Insomma, le imprese devono calibrare bene la misura rispetto alle loro policy retributive, per non vanificare da una parte l’azione legislativa, dall’altra l’investimento sul personale. In ogni caso, proprio perchè c’è il precedente del bonus Renzi, le aziende sono ora sicuramente più preparate. La misura è «lodevole e necessaria. Bisognava dare un segnale in termini di capacità di acquisto, in particolare ai redditi medi. Bisogna vedere come sarà recepita in termini strutturali».

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