Linee guida per Startup Visa

di Barbara Weisz

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Tutti i passaggi, dalla domanda al rilascio del visto e poi del permesso di soggiorno, previsti dal programma Startup Visa: linee guida ministeriale per aspiranti imprenditori innovativi.

Invio della candidatura, documentazione e requisiti necessari, ottenimento della nulla osta per il visto di lavoro autonomo finalizzato alla creazione di una startup innovativa, e infine il visto vero e proprio, che dura un anno e può essere rinnovato. Sono i passaggi fondamentali previsti dal programma Startup Visa, sul quale il ministero dello Sviluppo economico ha appena pubblicato le nuove linee guida. Si tratta, in estrema sintesi, di un programma che consente agli aspiranti imprenditori di nazionalità non UE di ottenere un visto per lavoro autonomo con una procedura digitalizzata e semplificata rispetto a quella ordinaria.

Il programma Startup Visa, introdotto con il Dpcm 25 dicembre 2013, è operativo dal giugno 2014, quando il Mise ha pubblicato le linee guida che ora vengono aggiornate. Il punto fondamentale è che l’imprenditore deve avere un progetto per aprire una startup innovativa, come definita dal Dl 179/2012.

La prima cosa che il cittadino non UE che intende aderire deve fare è presentare domanda via posta elettronica all’indirizzo italiastartupvisa@mise.gov.it, attestando di avere una disponibilità finanziaria minima di 50mila euro da impiegare per costituire la nuova azienda. E’ necessario allegare anche copia del passaporto.

Il modulo di candidatura è disponibile sul sito del Mise dedicato al programma StartupVisa (sezione filing cabinet) e può essere compilato in italiano e in inglese. Si inseriscono dati anagrafici, esperienze accademiche e professionali, e un’esposizione dettaglia del progetto imprenditoriale. Deve contenere idea e modello di business, tipologia di prodotto o servizio da sviluppare, aspetti innovativi dal punto di vista tecnologico, rapporti con l’ecosistema italiano dell’innovazione, mercati di riferimento, previsioni di costi e ricavi nel breve-medio termine (business plan). Bisogna infine indicare la Provincia in cui il candidato intende stabilirsi. E’ anche possibile allegare ulteriore documentazione, per esempio un business plan. Per quanto riguarda le disponibilità finanziarie, possono essere rappresentate da risorse proprie, finanziamenti di venture capital, una combinazione delle due cose. In entrambi i casi, alla domanda va allegata specifica documentazione.

Attenzione: è anche possibile presentare la propria candidatura attraverso un incubatore certificato. In questo caso, si segue una specifica procedura, compilando un modulo diverso (anch’esso presente sul sito). Un’altra opzione è quella di presentare un progetto di startup come tema imprenditoriale, che può essere composto da un massimo di cinque persone, anche di diverse nazionalità. La soglia finanziaria resta fissata a 50mila euro per l’intero team.

Le candidature vengono poi sottoposte a una valutazione di merito da parte del Comitato tecnico Italia Startup Visa, che comunica l’esito al candidato entro 30 giorni dalla domanda. Nel caso in cui la risposta sia positiva, viene inviato subito (quindi, sempre entro 30 giorni), il nulla osta per il visto, per posta elettronica. Il candidato ha a questo punto tre mesi di tempo per utilizzarlo, chiedeno il visto vero e proprio. Se la risposta è invece negativa, viene adeguatamente motivata. Il candidato ha dieci giorni di tempo per presentazione deduzioni e chiedere il riesame.

Esiste infine la possibilità di chiedere anche il visto per “aggregazione” a una startup innovativa già costituita (da tre anni al massimo), nella quale bisogna investire almeno 100mila euro. In questo caso, si segue una procedura specifica, sia per la domanda sia per la valutazione.

I candidati in possesso del nulla osta, devono chiedere il visto alla sede diplomatico – consolare competente, che la esaminerà con carattere di urgenza. Quando presenta la domanda al consolato, il candidato deve dimostrare di avere trovato un alloggio in Italia, e un reddito pari ad almeno 8mila 500 euro annui. Ottenuto il visto, il candidato ha sei mesi di tempo per trasferirsi in Italia, dove avrà un permesso di soggiorno di un anno (deve presentare la domanda in Questura entro otto giorni dall’ingresso nel paese). Fino a 60 giorni prima della scadenza il permesso di soggiorno è prorogabile per altri due anni, ed è successivamente rinnovabile per la stessa durata.

La differenza con i normali permessi di soggiorno è che non si ottiene il permesso a tempo indeterminato dopo cinque anni.