Italia Startup Visa: linee guida e domanda

di Barbara Weisz

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Dalla domanda al rilascio del visto e del permesso di soggiorno per aspiranti imprenditori innovativi stranieri che aderiscono al programma Italia Startup Visa: valutazione in 30 giorni.

Candidatura, requisiti, nulla osta per avvio startup innovativa (come definita dal Dl 179/2012), visto vero e proprio, annuale e rinnovabile: sono i passaggi chiave dela procedura di adesione al programma Italia Startup Visa del MiSE (introdotto dal Dpcm 25 dicembre 2013, e operativo dal 2014) per aspiranti imprenditori extra-UE con un progetto d’impresa.

Al 30 giugno 2019 si registravano 454 candidature da 49 Paesi, con un tasso di approvazione del 51,1%. La lista dei progetti avviati grazie al programma ISV è disponibile nella sezione “Startup create” dell’ultimo rapporto.

Come aderire a Italia Startup Visa

La domanda si presenta via posta elettronica all’indirizzo italiastartupvisa@mise.gov.it, attestando di avere una disponibilità finanziaria minima di 50mila euro da impiegare per costituire la nuova azienda. E’ necessario allegare anche copia del passaporto.

Il modulo di candidatura è disponibile sul sito del ministero dedicato al programma StartupVisa (sezione filing cabinet) e può essere compilato in italiano e in inglese. Si inseriscono dati anagrafici, esperienze accademiche e professionali e un’esposizione dettaglia del progetto imprenditoriale.

Deve contenere idea e modello di business, tipologia di prodotto o servizio da sviluppare, aspetti innovativi dal punto di vista tecnologico, rapporti con l’ecosistema italiano dell’innovazione, mercati di riferimento, previsioni di costi e ricavi nel breve-medio termine (business plan).Bisogna infine indicare la Provincia in cui il candidato intende stabilirsi. E’ anche possibile allegare ulteriore documentazione, per esempio un business plan.

Per quanto riguarda le disponibilità finanziarie, possono essere rappresentate da risorse proprie, finanziamenti di venture capital, una combinazione delle due cose. In entrambi i casi, alla domanda va allegata specifica documentazione.

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Attenzione: è anche possibile presentare la propria candidatura attraverso un incubatore certificato. In questo caso, si segue una specifica procedura, compilando un modulo diverso (anch’esso presente sul sito). Un’altra opzione è quella di presentare un progetto di startup come team imprenditoriale, che può essere composto da un massimo di cinque persone, anche di diverse nazionalità. La soglia finanziaria resta fissata a 50mila euro per l’intero team.

Le candidature vengono poi sottoposte a una valutazione di merito da parte del Comitato tecnico Italia Startup Visa, che comunica l’esito al candidato entro 30 giorni dalla domanda. Nel caso in cui la risposta sia positiva, viene inviato subito (quindi, sempre entro 30 giorni), il nulla osta per il visto, per posta elettronica.

Il candidato ha a questo punto tre mesi di tempo per utilizzarlo, chiedendo il visto vero e proprio. Se la risposta è invece negativa, viene adeguatamente motivata. Il candidato ha dieci giorni di tempo per presentazione deduzioni e chiedere il riesame.

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Esiste infine la possibilità di chiedere anche il visto per “aggregazione” a una startup innovativa già costituita (da tre anni al massimo), nella quale bisogna investire almeno 100mila euro. In questo caso, si segue una procedura specifica, sia per la domanda sia per la valutazione.

I candidati in possesso del nulla osta, devono chiedere il visto alla sede diplomatico-consolare competente, che la esaminerà con carattere di urgenza. Quando presenta la domanda al consolato, il candidato deve dimostrare di avere trovato un alloggio in Italia e di un reddito pari ad almeno 8.500 euro annui.

Ottenuto il visto, il candidato ha sei mesi di tempo per trasferirsi in Italia, dove avrà un permesso di soggiorno di un anno (deve presentare la domanda in Questura entro otto giorni dall’ingresso nel paese). Fino a 60 giorni prima della scadenza il permesso di soggiorno è prorogabile per altri due anni, ed è successivamente rinnovabile per la stessa durata.

La differenza con i normali permessi di soggiorno è che non si ottiene il permesso a tempo indeterminato dopo cinque anni.

Con l’avvio del programma parallelo Italia Startup Hub, la procedura è applicabile anche ai cittadini non UE già in possesso di permesso di soggiorno e che vogliano convertirlo in “permesso per lavoro autonomo startup” e restare in Italia avviando un’impresa innovativa.

Linee guida in italiano e in inglese, con i moduli di candidatura, sono disponibili sul portale italiastartuphub.mise.gov.it.

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