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Le energie rinnovabili nella tela di Penelope…

di Paolo Sebaste

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Le Rinnovabili affette dalla sindrome della tela di Penelope? La domanda nasce spontanea, guardando dagli sviluppi – praticamente quotidiani – sulla regolamentazione che, a vario livello, interessa la produzione di energia pulita e che costantemente segna progressi ma anche regressi, rendendo di fatto più lontano il traguardo produttivo, con tutte le sue ricadute positive sul mercato del lavoro. In più di un’occasione, le scelte regolatorie destano le perplessità  degli operatori in cerca di stabilità .

La regolamentazione delle rinnovabili si è dimostrata sinora estremamente fluida e, a tratti, abbastanza complicata. Se da un lato il nuovo conto energia 2011 ha segnato una linea netta di demarcazione rispetto al passato, non sono mancate clamorose battute di arresto che, in diverse occasioni, hanno frenato gli entusiasmi degli operatori del settore.

Lo stop and go del settore ha avuto il suo culmine con la ridefinizione degli incentivi del conto energia per il periodo 2011-2013, e la messa a punto delle linee guida: due provvedimenti di importanza assoluta per la programmazione e lo sviluppo del settore.

Annunciati dall’inizio del 2010 come imminenti, sono approdati alla sospirata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nei “classici” numeri vacanzieri di fine agosto e primi di settembre, dopo mesi di attesa spasmodica segnati dalla incertezza delle imprese nella realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile.

Nel frattempo, la Agenzia delle Entrate ha dato un po’ di respiro confermando, con una risoluzione sulla tariffa omnicomprensiva la linea già  assunta sulla tariffa incentivante: escludendo in sostanza la rilevanza ai fini IVA (ma non delle imposte dirette) per impianti di piccola dimensione.

Piccola vittoria per i gestori di impianti domestici e conferma di un regime agevolato nei confronti della generazione distribuita.
Nella direzione delle facilitazioni per i piccoli produttori, anche gli interventi dell’AEEG mirati alla eliminazione dei colli di bottiglia che troppo spesso frenano il settore.

A rimettere in discussione alcune “certezze” ci ha pensato recentemente proprio l’AEEG che, con la pubblicazione del nuovo Testo Integrato sulle Connessioni Attive (TICA), ha sollevato non poche perplessità  soprattutto per via delle cauzioni richieste agli operatori richiedenti le connessioni per nuovi impianti con una sorta di clausola salvo buon fine.
Nobile l’intento di limitare le speculazioni ma in fondo, in questo caso, non sono pochi a pensare che anche la via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.