Manovra bis, le entrate per comuni e province

di Roberto Grementieri

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Dal 2012 i comuni potranno alzare l'addizionale Irpef fino allo 0,8%. Le province beneficeranno della soppressione della tariffa fissa per gli atti soggetti a Iva.

La manovra finanziaria bis anticipa il calendario del federalismo fiscale relativamente all’addizionale comunale Irpef. Dal 2012 i comuni potranno manovrare le addizionali Irpef fino al limite massimo di 0,8 punti percentuali, senza alcun tetto all’aumento annuale.

Mentre le province, in tema di imposta provinciale di trascrizione (articolo 1, comma 12), beneficeranno degli effetti derivanti dalla soppressione della tariffa fissa per gli atti soggetti ad Iva. La maggiorazione dell’imposta è decorsa dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, il 16 settembre.

Non è stata inserita nella manovra l’anticipazione dal 2014 al 2012 dell’Imposta municipale propria, di cui si era parlato nei giorni antecedenti all’approvazione del decreto, nell’agosto scorso.

Così  come non sono state ulteriormente tagliate le entrate dallo Stato. Sul punto va ricordato, però, che restano in piedi i tagli dei trasferimenti statali previsti per il 2012 dalla manovra correttiva dello scorso anno.

L’articolo 14 del decreto legge 78/2010 aveva infatti stabilito la riduzione degli assegni statali destinati ai comuni soggetti al patto di stabilità  per un importo di 1,5 miliardi per il 2011 e 2,5 miliardi a decorrere dal 2012.

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