Bilancio: dal 2015 deposito integrale in XBRL

di Francesca Vinciarelli

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Diventa operativa la nuova tassonomia per la codifica XBRL dei bilanci aziendali delle società italiane non-quotate: cosa cambia dal 2015.

Novità in vista per circa un milione di società italiane non-quotate: dal 2015 tutto il bilancio sarà formulato completamente nel nuovo formato elettronico elaborabile XBRL (eXtensible business reporting language). Unioncamere ha reso noto di aver acquisito il parere favorevole dallo standard-setter nazionale Organismo Italiano di Contabilità.

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Nuova tassonomia

La nuova tassonomia che codifica il bilancio d’esercizio in formato elettronico elaborabile è frutto di due anni di sperimentazione. A partire dal prossimo anno, quindi, l’intero bilancio dovrà essere depositato in questo nuovo tracciato informatico. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione dei con OIC, CNDCEC, il sistema camerale e Infocamere, Assosoftware e con il contributo dell’Università di Trento, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università di Macerata.

Nota integrativa in XBRL

Tra le novità della nuova tassonomia la possibilità di codificare anche la Nota integrativa del bilancio, in forma ordinaria e abbreviata, secondo le disposizioni previste dal Codice Civile (in futuro verranno integrate anche le informazioni previste dai Principi contabili nazionali), oltre ai prospetti contabili già compilati in tale formato in base al D.P.C.M. del 10 dicembre 2008. La nuova modalità standardizzata lascia comunque possibilità di personalizzazione, per inserire vari dettagli informativi in alcune parti testuali.

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Destinatari

Sono interessati al passaggio al nuovo standard contabile tutte le società di capitali italiane tenute alla redazione del bilancio, con eccezione per quelle che utilizzano i principi contabili internazionali.

Standardizzazione

Per completare il processo di standardizzazione dei bilanci bisognerà attendere la pubblicazione della tassonomia sul sito ufficiale XBRL e sulla “Gazzetta Ufficiale”, come previsto dal citato Dpcm del 2008. Successivamente le software dovranno rendere disponibili i nuovi strumenti all’interno dei propri gestionali.

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