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Redditi in Italia di non residenti: sì alle detrazioni fiscali

di Noemi Ricci

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Completamente equiparati agli italiani i cosiddetti "non-residenti Schumacker", contribuenti non residenti che producono reddito in Italia, possibile optare anche per il Regime dei Minimi.

Sì a deduzioni e detrazioni fiscali complete da parte dei contribuenti non residenti nello Stato italiano, così come previsto per i soggetti residenti, a patto che producano nel territorio nazionale almeno il 75% dei propri redditi. A prevederlo è l’articolo 7 del disegno di legge europeo 2013-bis (AC n. 1864-B). Il Ddl, passato in seconda lettura alla Camera, introduce disposizioni volte ad adeguare la normativa italiana agli obblighi imposti dall’Unione, secondo un percorso finalizzato alla veloce chiusura dei casi di pre-infrazione, avviati dalla Commissione europea nel quadro del sistema di comunicazione EU Pilot, con particolare riferimento alla procedura d’infrazione avviata nei confronti dell’Italia con comunicazione n. 2013/2027 del 25 aprile 2013 relativamente ai cosiddetti “non-residenti Schumacker”.

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Non-residenti Schumacker

Si tratta dei contribuenti che pur essendo fiscalmente residenti in un altro Stato Membro dell’Unione o dello Spazio economico europeo producono o ricavano almeno il 75% del loro reddito in Italia.

Regime dei Minimi

Qualora la legge entrasse in vigore, i “non -residenti Schumacker” verrebbero equiparati completamente ai residenti, potendo optare anche per il Regime dei Minimi, nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla legge.

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Detrazioni fiscali

Tra le modifiche di maggiore rilievo troviamo infatti quelle relative al regime fiscale applicabile a tali soggetti per i quali attualmente l’art. 24 TUIR stabilisce che non spettino le detrazioni per carichi di famiglia e prevede limitazioni alla detrazione di altri oneri, diversamente da quanto accade per i soggetti residenti in Italia. Il Ddl prevede l’inserimento del comma 3-bis nell’ambito dell’art. 24 TUIR, prevedendo che per i soggetti residenti in uno degli Stati Membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo:

“L’imposta dovuta è determinata sulla base delle disposizioni contenute negli articoli da 1 a 23, a condizione che il reddito prodotto dal soggetto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75 per cento del reddito dallo stesso complessivamente prodotto e che il soggetto non goda di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza”.

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