Fattura persa o distrutta: sanzioni e rimedi

di Noemi Ricci

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Come comportarsi in caso di fattura persa o distrutta: ecco quando si configura il reato e quando è possibile ricostruire il reddito evitando sanzioni.

Le fatture emesse rappresentano per le partite IVA un documento fondamentale per il calcolo del reddito e delle entrate e dunque per la dichiarazione dei redditi obbligatoria per legge. Distruggere o occultare una fattura espone al rischio di pesanti sanzioni previste per il reato di distruzione o occultamento volto ad evadere le tasse, anche in caso di evento accidentale, a meno che non si pongano in essere opportuni accorgimenti.

In caso di fattura smarrita o distrutta involontariamente è necessario rifarla rispettando, per ragioni di contabilità, data e numerazione.

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Secondo l’orientamento della Cassazione, non si configura reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili se l’imprenditore può ricostruire con altri documenti il risultato economico, dunque se manca l’intento fraudolento.

Diversamente si configura il reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni, salvo che il fatto costituisca più grave reato, se viene dimostrata la volontà di evasione fiscale, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occultando o distruggendo in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.