Tratto dallo speciale:

Riforma fiscale: le novità degli ultimi decreti

di Barbara Weisz

scritto il

Il Governo modifica gli ultimi cinque decreti attuativi della Riforma fiscale: meno costi, riscossione più flessibile, monitoraggio sulle agevolazioni fiscali e riforma delle sanzioni.

Più flessibilità sulle cartelle esattoriali a rate, niente anatocismo sulle somme iscritte a ruolo, riduzione aggio Equitalia, notifiche via PEC a imprese e professionisti, verifica quinquennale sugli incentivi fiscali, entrata in vigore a due velocità per il nuovo sistema sanzionatorio (subito le nuove sanzioni penali, dal 2017 quelle amministrative): sono molte le novità introdotte dal Governo ai cinque decreti attuativi della Riforma Fiscale approvati in secondo esame dal CdM del 4 settembre in recepimento delle osservazioni formulate dal Parlamento. Ora, i provvedimenti tornano in Aula per i necessari pareri prima del via libero definitivo, previsto entro fine settembre, che segnerà il completamento dell’attuazione della delega di Riforma fiscale. Vediamo una sintesi dei cinque decreti mettendo in luce le novità.

=> Riforma fiscale, niente Riforma del Catasto

Riforma riscossione

E’ uno dei decreti che registrano il maggior numero di modifiche. In generale, il provvedimento semplifica e rende più equo il sistema della riscossione, riducendo le tariffe Equitalia e prevedendo nuovi vantaggi per i contribuenti (ad esempio in tema di rateazione), con l’obiettivo di creare un sistema che favorisca l’adesione spontanea. Si introduce il concetto di lieve inadempimento, che non comporta la sospensione della rateazione nel caso di minor versamento fino al 3% della somma, con un limite di 10mila euro. Permesso anche un ritardo nel pagamento della rata, che nella stesura originaria era di 5 giorni ma che adesso passano a 7 giorni.

Altra modifica, su richiesta del parlamento, l’aggio Equitalia scende dall’8 al 6%. Continua ad applicarsi il vecchio regime per i ruoli emessi entro il 31 dicembre 2015. E’ stato poi abolito l’anatocismo nelle rate delle cartelle esattoriali, per cui non si pagheranno più gli interessi sugli interessi delle somme iscritte a ruolo. Infine, viene ulteriormente ampliato l’utilizzo della PEC (posta elettronica certificata) per la notifica delle cartelle esattoriali, obbligatorio da giugno 2016 verso imprese e professionisti, mentre per le persone fisiche continuerà a essere possibile l’utilizzo della raccomandata.

=> Riforma fiscale: cartelle esattoriali via PEC

Infine, restano confermate le norme che prevedono, in caso di definizione concordata dell’accertamento, il pagamento in 4 anni (anziché 3 come avviene attualmente), con un minimo di 8 rate e un massimo di 16. Per le somme a ruolo, l’agente della riscossione può concedere dilazioni fino ad un massimo di 72 rate mensili, dietro semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in una situazione di temporanea difficoltà. Per somme superiori a 50mila euro la dilazione può essere concessa solo se viene presentata adeguata documentazione.

Norme anti-evasione

Il provvedimento mira a contrastare con maggior efficacia evasione ed elusione fiscale. E’ previsto un Rapporto annuale di sull’evasione, che il Governo presenta al Parlamento separatamente rispetto dal DEF (Documento di Economia e Finanza). Fra le modifiche, la disposizione di un monitoraggio di tutte le agevolazioni fiscali, con una verifica ogni 5 anni che deve portare alla conferma, modifica o eliminazione delle misure valutate.

Riordino agenzie

Nell’ottica di semplificare e potenziare l’azione fiscale, viene prevista una riorganizzazione che unifica le attività di Ispettorato del Lavoro, INPS e INAIL, in modo da rendere i controlli meno invasivi per le imprese, favorendo al contempo l’attrattività degli investimenti nel paese.

Riforma sanzioni

Viene introdotta una maggior proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti, considerando gli eventuali elementi fraudolenti. Vengono riviste le sanzioni in relazione a frode fiscale, dichiarazione infedele, omesso versamento IVA, sanzioni amministrative. La modifica introdotta in seconda lettura è relativa all’entrata in vigore: con l’approvazione definitiva del decreto legislativo sarà immediata l’applicazione delle nuove sanzioni penali, mentre è rinviata al 2017 l’entrata in vigore delle sanzioni amministrative.

=> Reati fiscali e sanzioni: cosa cambia con la Riforma

Interpelli e contenzioso

La norma mira a potenziare gli strumenti alternativi di conciliazione, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso, introduce la tutela cautelare nel processo tributario (ad esemio, in presenza di un danno grave il contribuente può chiedere la sospensionen dell’atto impugnato), e dispone l’immediata esecutività delle sentenza.

Viene in particolare potenziato lo strumento dell’interpello, con l’individuazione di quattro categorie (ordinario, probatorio, anti abuso, disapplicativo). I tempi di risposta all’interpello ordinario passano a 90 giorni, dagli attali 120, termine che resta per tutte le altre tipologie. Se non arriva risposta entro questo termine, vale il silenzo assenso. la risposta all’interpello vincola l’amministrazione esclusivamente al caso trattato e limitatamente al richiedente. Nel caso in cui l’amministrazione richieda documentazione aggiuntiva, il termine di risposta è di 60 giorni.

=> Riforma fiscale: guida al nuovo interpello

Potenziato anche lo strumento della mediazione, esteso a tutte le contorversie, comprese quelle con gli enti locali e quelle relative al catasto, e possibile anche nei confronti di Equitalia e altri concessionari della riscossione (ora è possibile solo con l’Agenzia delle Entrate).

=> Mediazione obbligatoria per le controversie tributarie

I Video di PMI

Cartella esattoriale nulla: regole e sentenze