Bonus condizionatori: detrazione o sconto subito

di Redazione PMI.it

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Dal primo luglio, ecobonus per impianti di climatizzazione anche come sconto sull'acquisto del condizionatore, anche senza lavori di ristrutturazione: novità e requisiti nel Decreto Crescita.

La conversione in legge del Decreto Crescita comporta l’entrata in vigore di nuove agevolazioni per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico. Le opzioni sono numerose, e comportano in alternativa uno sconto al momento dell’acquisto o la classica detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi, con la possibilità di fruire del bonus anche senza lavori di ristrutturazione.

Si tratta di un’agevolazione che riguarda anche gli impianti di climatizzazione, motivo per cui è stato subito ribattezzato Bonus Condizionatori.

Sconto fornitura

L’articolo 10 introduce la possibilità, a partire dal 1° luglio (per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e di riduzione del rischio sismico, di cui agli articoli 14 e 16 del decreto legge n. 63/2013) di ricevere un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento al posto della consueta detrazione fiscale.

=> Leggi o scarica la legge di conversione del Decreto Crescita

Bonus senza lavori

Possibile fruire, a determinate condizioni, anche di uno sconto/detrazione per l’installazione di impianti di climatizzazione. Si tratta del cosiddetto Bonus condizionatori. Spetta, anche senza lavori di ristrutturazione associati, in caso di acquisto di un condizionatore d’aria in pompa di calore. Ciò significa che può essere utilizzato sia per il raffrescamento degli ambienti che per il loro riscaldamento nella stagione invernale, in integrazione o in sostituzione dell’impianto di riscaldamento già esistente.

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Senza ristrutturazione, però, lo sconto o la detrazione possono essere richiesti solo se si sostituisce il vecchio impianto con un condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza energetica. La spesa massima detraibile è pari a 46.154 euro.

La detrazione IRPEF pari al 50-65% della spesa si ottiene in dichiarazione dei redditi come di consueto, ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Anche le modalità di pagamento sono le consuete. In alternativa, a partire dal 1° luglio 2019 (per effetto del Decreto Crescita) è possibile anche chiedere uno sconto corrispondente direttamente al fornitore/installatore.

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Per l’acquisto di condizionatori è inoltre prevista l’IVA ridotta al 10% sulla parte del costo totale del servizio di installazione che eccede il costo del condizionatore stesso (in poche parole sulla manodopera).

Bonus con ristrutturazione

In caso di installazione di un nuovo condizionatore o di sua sostituzione abbinata ad una ristrutturazione edile la detrazione, o lo sconto immediato, è del 50% se il nuovo impianto è a pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché consenta un risparmio energetico (es.: riducendone il fabbisogno per il riscaldamento; apportando un miglioramento termico dell’edificio; prevedendo l’installazione di pannelli solari; sostituendo impianti di climatizzazione invernale).

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Il tetto massimo di spesa è pari a 96.000 euro fino al 31 dicembre 2019. La detrazione spetta solo per immobili ad uso residenziale o parti comuni di condomini.

Ecobonus o eco-sconto

In caso di climatizzatori ad alta efficienza energetica che sostituiscono l’impianto di riscaldamento esistente è possibile fruire dello sconto o detrazione al 65% per condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza. La detrazione spetta anche per uffici, capannoni, negozi e così via. La spesa massima detraibile è pari a 46.154 euro.

Bonus mobili

In caso di ristrutturazione edilizia straordinaria su singole abitazioni o condomini, la normativa vigente consente di ottenere un bonus del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici A+ (A per i forni), tra i quali sono compresi anche i climatizzatori.