Imposte e tasse in arrivo: quanto pagheremo?

di LavoroImpresa

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Il 2011 si è concluso sotto pessimi auspici in merito al profilo fiscale: il decreto salva-Italia, ancorché deliberato per condurre l'Italia fuori dalla crisi, ha investito imprese e lavoratori i quali, già  soffocati dagli effetti della manovra estiva dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, hanno accolto malvolentieri le novità  introdotte dal premier Mario Monti. In sostanza in questo nuovo anno la vita quotidiana di famiglie e consumatori cambierà . Purtroppo in peggio. Vediamo perché.

Irpef, Imu, risparmi, servizi e trasporti. Sono solo alcune delle voci che le famiglie vedranno aumentare nel corso del 2012. Si tratta, in pratica, di tasse o di aumento di prezzi che il decreto salva-Italia, suo malgrado, ha provocato. Tanto per cominciare quest'anno assisteremo ad un sensibile aumento dell'Irpef. Per la verità  ad essere state modificate sono le aliquote delle addizionali regionali. L'aumento, pertanto, potrebbe essere differente da Regione a Regione e potrebbe colpire maggiormente quelle del Sud, in particolare Calabria, Campania e Molise le quali potranno aggiungere un ulteriore 0,30% poiché presentano un deficit sanitario. A conti fatti la manovra Monti ha elevato l'addizionale dallo 0,90% all'1,23% a cui va sommato un incremento non superiore allo 0,50% deciso da ciascuna Regione e l'ulteriore 0,30% di deficit sanitario. Totale 2,03%.

Quanto all'Imu i contribuenti dovranno fare i conti non solo con l'introduzione di questa nuova imposta ma anche con la rivalutazione degli estimi catastali. L'aliquota fissata dal decreto Monti è pari allo 0,40% ma i Comuni potranno elevarla fino allo 0,60%. Possibile detrarre un importo compreso tra 200 e 600 euro.

I livelli record del petrolio dei mesi scorsi contribuiranno inevitabilmente a far lievitare le bollette di energia elettrica e gas nonché dei carburanti per i quali il decreto Monti ha già  previsto l'aumento delle accise.

La chiamano Tassa sul risparmio ed è la più subdola poiché grava sui prodotti e sugli strumenti finanziari utilizzati dai contribuenti per investire i propri risparmi. Si tratta, in pratica, di una tassa su fondi, polizze, titoli di Stato, azioni e buoni postali. L'imposta sarà  pari allo 0,10% con un limite minimo di 34,20 euro e uno massimo di 1.200 euro. Dal 2013 l'imposta salirà  allo 0,15%.

L'Iva ordinaria, già  aumentata l'estate scorsa al 21%, e quella ridotta del 10% subiranno un aumento di due punti percentuali a partire dal prossimo mese di ottobre. L'aumento non avverrà  nel caso in cui diventi legge il processo di riduzione delle agevolazioni fiscali e assistenziali previsto dal governo Berlusconi.