Aumento IVA al 21%, al via rincari e nuove regole

di Barbara Weisz

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L'aliquota IVA passa al 21%: dal 17 settembre 2011 raffica di aumenti, con precise indicazioni per le aziende su come distinguere le operazioni a cui applicare l'incremento.

Dal 17 settembre scatta l’aumento IVA al 21% previsto dalla manovra finanziaria 2011, che ha innalzato l’aliquota del 20% di un punto. Nella pratica significa un rincaro di una lunga serie di prodotti e servizi, con importanti novità per le aziende: per capire quando applicare l’incremento, la discriminante diventa il momento di effettuazione della cessione di un bene o servizio (art. 6 Dpr 633/72).

Aziende

Come ricorda la Cgia di Mestre, il “momento di effettuazione” coincide con:

  • cessioni di beni immobili – data di stipula del contratto/rogito notarile;
  • cessioni di beni mobili – momento della consegna o della spedizione eventualmente indicato nel DDT di consegna;
  • prestazioni di servizi – momento del pagamento del corrispettivo (nel limite dell’importo pagato).

Ci sono poi una serie di casi speciali in cui un’operazione può ritenersi comunque “effettuata” ai fini IVA anche prima degli eventi sopra descritti. Eccoli:

  • Quando viene emessa fattura (indipendentemente dal pagamento, limitatamente all’importo fatturato.
  • Quando viene pagato il corrispettivo, in tutto o in parte, sempre limitatamente all’importo pagato.

Un caso particolare è rappresentato dalle cessioni effettuate nei confronti degli enti pubblici per le quali è prevista l’esigibilità differita dell’IVA: l’imposta diventa esigibile soltanto al momento dell’incasso indipendentemente dalla consegna del bene.

Esclusioni

La legge appena approvata dal Parlamento e controfirmata dal Presidente della Repubblica prevede infine che l’aumento dell’aliquota al 21% non si applichi alle operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli enti pubblici per le qual,i alla data di entrata in vigore della legge di conversione (16 settembre, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), la fattura risulti già emessa e registrata “in sospensione d’imposta” perchè il corrispettivo non è stato ancora pagato. Dunque, in questo caso l’aliquota resta al 20%.

Commercio al dettaglio

Infine per i commercianti al dettaglio, e comunque tutti i soggetti con corrispettivi comprensivi dell’imposta, in sede di liquidazione periodica dell’Iva bisognerà effettuare lo scorporo con il “metodo matematico”: con l’aumento dell’aliquota al 21%, l’imponibile si ottiene dividendo i corrispettivi per 121.

Aumento prezzi

Tutto questo avrà effetti sui prezzi al consumo. Secondo i calcoli Ascom, per i carburanti si prevede un rialzo di 1,32 centesimi al litro per la benzina e di 1,22 centesimi per il diesel. Quindi, i valori medi si porteranno a un massimo di 1,645 euro al litro per la verde e 1,523 per il diesel.

Quanto agli altri prodotti, gli aumenti non riguarderanno ad esempio pane, latte, pomodori, e giornali. Invariato anche il caffè al bar, mentre sale il costo della confezione di caffè al supermercato.

Comunque, in estrema sintesi, escludendo alimentari, bar, ristoranti e prodotti editoriali, i prezzi aumenteranno un pò per tutti i prodotti, fra cui: televisori, pc, motori, giochi, articoli sportivi, piscine e palestre, cartoleria, auto, moto, bici, tabacchi, abbigliamento, accessori, parrucchiere, mobili, prodotti per la casa, bevande e liquori.

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