Progetto e idea-azione: mappe mentali e brainstorming

di Paolo Di Somma

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Il ruolo delle risorse umane nei contesti aziendali: come favorire la nascita di nuove idee con strumenti e tecniche ad hoc.

Una buona organizzazione ha una necessità, ancor prima che un obiettivo: creare presupposti e opportunità per le risorse umane nei contesti aziendali. Bisogna creare spazio alle persone, ossia fare in modo che si pongano in ottica positiva verso le problematiche da trattare, e che si possano esprimere liberamente.

Esistono centinaia di riferimenti e tecniche di “pensiero positivo“. Tra queste un riferimento immediato è Il pensiero Blue-Sky, una sorta di regola del cambiamento, una guida alla nascita di idee e progetti. Il pensiero Blue-Sky si può riassumere nella frase «guarda l ‘ azzurro del cielo oltre le nubi»: questa propensione positiva è uno stimolo a cercare solidità per i nostri obiettivi puntando sull’impegno personale e di squadra.

Personalmente ho avuto modo di apprendere i principi del pensiero “pragmatico-positivo” sin da piccolo: mio nonno diceva «quando devi fare qualcosa spera per il meglio e preparati al peggio», un motto che combina ottimismo e concretezza. E in effetti, non esiste progetto che possa nascere bene se alla base non ci sono questi due elementi!

Tecniche

Partendo da una propensione al pensiero positivo, si possono creare spazi per sviluppare la nascita di buone idee idee, e una buona tecnica di partenza è il brainstorming, diffusasi negli anni ’50 grazie al libro “Applied Imagination” di Alex Faickney Osborn. Fondamentalmente, è una tecnica per la creatività di gruppo, utile a far emergere idee orientate verso un obiettivo definito.

Il brainstorming ci stimola ad offrire a ciascuno la possibilità di proporre liberamente soluzioni e osservazioni di ogni tipo, senza censure o limiti. Ogni osservazione di merito verrà infatti rinviata a una fase successiva di discussione. Una sessione di brainstorming può essere orientata ad analizzare dati e soluzioni alternative; a valutare l’impatto di un progetto o di una scelta progettuale; a sviluppare nuovi processi; identificare obiettivi del cliente e rischi nascosti; individuare risorse e così via.

Strumenti

Mappe mentali

In generale, utilizzare il brainstorming nelle fasi preliminari di un progetto può essere utile per sviluppare e migliorare tanto l’idea di base quanto lo sviluppo del progetto. Per rendere più efficace una sessione di brainstorming orientata allo sviluppo di un nuovo progetto, è utile far ricorso a strumenti di supporto, come le mappe mentali (mind maps) e le mappe risolutive (solution maps), utili per “prendere appunti” durante una riunione.

Tony Buzan è stato il primo a teorizzare la possibilità di esporre il pensiero in forma grafica sotto forma di una mappa. Tecnicamente le mappe mentali hanno una struttura gerarchico-associativa. Tra gli elementi rappresentati, possono essere realizzate due tipologie di connessioni: gerarchiche (rami che collegano ciascun elemento con quello che lo precede o segue); associative (collegano elementi gerarchicamente dissociati).

Dal punto di vista rappresentativo, la geometria prevalente è quella radiale: si parte da un elemento/concetto centrale cui sono collegati degli elementi di primo livello, ciascuno dei quali può essere collegato con elementi di secondo livello e così via. La forza delle mappe mentali nello sviluppo di un progetto sta nella loro natura associativa, che permette di esplicitare i concetti senza limitare la creatività, lasciando aperte diverse chiavi interpretative.

Mappe risolutive

L’altro strumento cui abbiamo accennato, le solution maps, sono un ibrido tra mappe mentali e mappe concettuali che consentono l’uso di concetti espressi sotto forma di testo esteso.

Usando frasi invece che parole, si pone l ‘ accento sulla chiarezza piuttosto che sul potere evocativo della mappa, risultando pertanto più utili nel rappresentare una analisi WBS di un progetto, che nel rappresentarlo dal punto di vista degli obiettivi.

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