Guida al Supply Chain Finance

di Francesca Vinciarelli

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Il Supply Chain Finance come nuova opportunità di collaborazione nella filiera del credito in grado di contrastare gli effetti della crisi economica.

In questo periodo di difficile congiuntura economica il Supply Chain Finance può rappresentare una nuova opportunità di collaborazione nella filiera. Con questo termine si intende l’insieme dei prodotti/servizi che un istituto finanziario mette a disposizione per facilitare la gestione dei flussi di beni e informazioni della Supply Chain. Attraverso specifiche piattaforme digitali, clienti e fornitori possono creare efficienza nell’adozione di soluzioni tradizionali, soluzioni innovative o avviare soluzioni di collaborazione tra partner di filiera. Con la crisi economica che ha ridotto negli ultimi anni l’erogazione del credito e ha portato ad un allungamento dei tempi di pagamento nonché ad un aumento della necessità di capitale circolante, è cresciuta l’attenzione verso la gestione del capitale circolante e dei flussi finanziari nelle Supply Chain.

=> Supply Chain: guida per aziende alla sostenibilità

Soluzioni

Le categorie di soluzioni di Supply Chain Finance sono fondamentalmente tre:

  • tradizionali, di finanziamento del capitale circolante;
  • innovative, basate sulle tecnologie ICT come fattore abilitante che consente di gestire operativamente una grande mole di informazioni;
  • in collaborazione tra partner di filiera, finalizzate all’ottimizzazione del capitale circolante immobilizzato nelle scorte.

Strumenti

I tre strumenti più rappresentativi per accedere al capitale di breve periodo, tramite l’approccio del Supply Chain Finance, sono:

  • Anticipo Fattura: un fornitore chiede ad un istituto finanziario di convertire in liquidità una fattura emessa non matura, si tratta di uno strumento tra i più diffusi ma difficile da ottenere e piuttosto costoso comportando anticipi mediamente dell’80% del valore nominale della fattura e un tasso di interesse tra il 5% e il 10% annuo;
  • Factoring: il fornitore stipula un contratto con un istituto finanziario per farsi anticipare una serie di fatture, in questo caso l’istituto può assumersi o meno il rischio del mancato pagamento da parte del cliente in cambio dell’anticipo di una parte o dell’intero valore nominale del credito;
  • Reverse Factoring: viene stipulato un accordo quadro con una società di factoring che prevede l’anticipo presso i propri fornitori delle fatture approvate, aumentando allo stesso tempo i propri tempi di pagamento.

= > Il Factoring per i pagamenti delle imprese

Benefici

Ad analizzare le opportunità offerte in questo contesto dal Supply Chain Finance è il Report dell’Osservatorio Supply Chain Finance della della School of Management del Politecnico di Milano intitolato “Supply Chain Finance: nuove opportunità di collaborazione nella filiera” e volto a:

  • fare chiarezza sul concetto di Supply Chain Finance e sulle relative soluzioni applicative;
  • studiare i casi più interessanti di reale applicazione a livello italiano ed europeo;
  • analizzarne i benefici, sviluppando strumenti pratici di supporto decisionale (assessment tool, linee guida, ecc.).

Dai risultati è emerso che i principali vantaggi del Supply Chain Finance sono di diverso tipo:

  • finanziari, riducendo capitale circolante operativo netto;
  • economici, migliorando l’utile grazie a minori oneri finanziari e sconti sui costi di acquisto per beni e servizi;
  • strategici, riequilibrando le disponibilità economico-finanziare nella Supply Chain e riducendo il rischio di fallimento di attori critici e/o strategici virtuosi ma finanziariamente deboli;
  • efficienza nei processi lungo la filiera, nei rapporti con gli attori finanziari grazie alla informatizzazione necessaria per applicare i più innovativi ed efficaci strumenti di Supply Chain Finance;
  • sviluppo di nuove opportunità di business per chi opera nel settore finanziario.

Il Supply Chain Finance è quindi in grado di garantire un migliore accesso al credito, minore costo del finanziamento, riduzione del fabbisogno di capitale, andando ad ovviare al problema che la debolezza di un attore della filiera possa diventare fonte di rischio per tutti gli altri perché consente di agevolare l’accesso al credito, migliorando le condizioni finanziare e consentendo di estenderlo anche a soggetti più deboli della filiera. Più in particolare:

  • il minore costo del credito è garantito dal maggiore numero di informazioni di qualità che aiutano a calcolare con maggiore affidabilità i rating di rischio e ridurre i costi operativi di valutazione delle operazioni di finanziamento;
  • il fabbisogno complessivo viene ridotto grazie alla gestione collaborativa che riduce il capitale circolante o lo redistribuisce in modo ottimale in base alle capacità finanziarie dei diversi attori della filiera.

Commentando i risultati del Report, Alessandro Perego, Co-Responsabile scientifico dell’Osservatorio Supply Chain Finance, ha spiegato che:

«il Supply Chain Finance costituisce una possibile risposta alle difficoltà del contesto attuale e alle grandi sfide per il prossimo futuro, aprendo nuove opportunità per tutti gli attori coinvolti. Gli istituti finanziari possono assumere un ruolo di leadership nel rilancio economico del Paese, diventando veri e propri partner di filiera. I fornitori di soluzioni e servizi di B2B Integration possono estendere la propria sfera di competenza anche sulle leve finanziarie. Le associazioni e gli aggregatori di imprese possono diventare promotori e facilitatori del Supply Chain Finance, permettendo anche alle PMI di conseguire benefici altrimenti inaccessibili. E le imprese “leader di filiera”, come i system integrator o i grandi distributori, hanno l’opportunità di creare valore per le loro supply chain di riferimento».

Stefano Ronchi, Co Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Supply Chain Finance, aggiunge che:

«laddove la singola PMI non ha mezzi e opportunità di innovare “da sola”, l’impresa leader di filiera può lanciare in collaborazione con il sistema finanziario progetti che coinvolgano un ampio numero di soggetti di tutte le dimensioni, permettendo di ottenere benefici significativi e diffusi. Questo richiede tuttavia il superamento di una logica di sfruttamento opportunistico del potere contrattuale, a favore di una logica di collaborazione di lungo periodo che garantisca la sostenibilità della Supply Chain, e quindi abbia una ricaduta di vantaggi per tutti. È indispensabile per tutti gli attori del Supply Chain Finance la capacità di saper valutare la situazione finanziaria dell’intera filiera, con strumenti che non guardino alla singola impresa, ma permettano di profilare le Supply Chain per identificare i punti di forza e di debolezza».

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