Dal benessere all’azione: quando il welfare pubblico ti cambia l’azienda

di Gianluca Spolverato

Pubblicato 24 Febbraio 2025
Aggiornato 29 Aprile 2025 08:54

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Investire nel benessere dei dipendenti paga doppio: più felicità, più produttività, più risultati.

Il welfare aziendale non è più un extra, ma un elemento chiave per far crescere il business. Incentivi economici e benefit integrano la busta paga, aumentando il potere d’acquisto dei dipendenti e migliorando il clima aziendale. Il vantaggio? Molte di queste misure sono esenti da tassazione, rendendole ancora più convenienti per l’azienda.

Ma c’è di più: investire nel welfare non significa solo attingere alle proprie risorse. Esistono opportunità e strumenti messi a disposizione dallo Stato che possono alleggerire l’impegno economico e massimizzare i benefici. Scoprire e sfruttare al meglio queste possibilità può fare la differenza per l’impresa.

Risorse pubbliche: uno spreco miliardario

Secondo una ricerca condotta da laborability, esistono moltissime risorse di welfare pubblico che ogni anno non vengono utilizzate: ben il 40% di lavoratori e lavoratrici che ne avrebbero diritto, infatti, non accede alle misure messe a disposizione previste dallo Stato.

Abbiamo indagato le ragioni e dalla nostra ricerca è emerso che il 55% delle persone non ha sufficienti informazioni su questo tema, mentre il 38% non ritiene di avere i requisiti necessari.

La verità è che in gran parte dei casi le persone avrebbero diritto ai bonus, e non parliamo di cifre irrisorie: una famiglia può ottenere 980 euro all’anno tramite il welfare. Complessivamente ci troviamo di fronte a circa 10 miliardi di euro non riscossi ogni anno, uno spreco da capogiro.

Recuperare il welfare pubblico inutilizzato

Vista l’importanza sempre crescente che il welfare assume nel mercato lavorativo, sfruttare le iniziative pubbliche a disposizione va a vantaggio sia delle persone che delle imprese. Nel 2024 il 66% di chi lavora non ha chiesto neppure un incentivo pubblico, il margine di miglioramento è evidente, così con laborability ci siamo chiesti come aiutare entrambe le parti a recuperare il welfare pubblico che non viene sfruttato. Con quest’obiettivo abbiamo creato Dritto, una piattaforma che permette di mappare gli incentivi pubblici e degli enti bilaterali a cui ha diritto la popolazione aziendale, dando alle persone informazioni e aiuto pratico per avviare le pratiche e alle organizzazioni un monitoraggio dettagliato di quante misure vengono erogate ai dipendenti.

Il welfare come strumento aziendale strategico

Il welfare aziendale gioca un ruolo cruciale nell’employer branding, cioè la percezione dell’azienda, e nell’employee retention, quindi la capacità di trattenere il personale. Come? In sintesi, un piano di welfare ben strutturato contribuisce a creare un ambiente di lavoro che guarda oltre la semplice retribuzione economica, non a caso si parla sempre di più di strategia ditotal reward”.

Un’azienda che offre benefit economici, ma anche flessibilità e servizi a sostegno del benessere del personale, dimostra di avere attenzione per l’equilibrio tra vita e lavoro delle persone e per la loro crescita personale. Questo migliora o consolida l’immagine aziendale, attirando talenti.

I benefit di welfare contribuiscono inoltre a trattenere i dipendenti, riducendo il turnover: le persone che ottengono vantaggi come orari flessibili, piani sanitari integrativi o incentivi economici saranno più soddisfatte e dunque più motivate a rimanere in azienda.

Welfare per ridurre i costi aziendali

Sappiamo bene che il costo del lavoro è in crescita, nel 2024 si è registrato un aumento del 4,6% (dati Istat). Proporre al personale un piano di welfare può essere una scelta vincente per le aziende, per gratificare le persone tenendo sotto controllo le spese.

Guardando agli incentivi economici si possono per esempio scegliere iniziative come i buoni di spesa, deducibili sia dall’azienda che dal personale.

Riuscendo poi ad attingere al welfare pubblico, il costo scende ulteriormente perché si permette a chi lavora di accedere a misure già pensate dallo Stato, con un beneficio sia per le persone che per le imprese.

Welfare pubblico per tutte le categorie

C’è infine un punto molto importante da sottolineare: il welfare pubblico include misure che guardano a diversi gruppi di popolazione, non si tratta di iniziative rivolte unicamente alle fasce di reddito più basse.

Genitori e famiglie, ma anche nuclei familiari senza figli, persone di diverse fasce di età, redditi bassi e non, persone anziane e con disabilità, proprietari di abitazioni ma anche giovani che desiderano acquistare o affittare un immobile: nei miliardi di euro che restano inutilizzati ogni anno ci sono benefit adatti a tutte le categorie.

Accedere al welfare pubblico e metterlo a frutto al meglio può avere un impatto positivo sulla vita delle persone che lavorano, migliorare gli ambienti di lavoro e contribuire a non sprecare fondi pubblici già stanziati.