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Progettare ecosistemi di innovazione con la Coalescence Innovation

di Redazione PMI.it

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Grandi player promotori della contaminazione e della creazione di ecosistemi virtuosi di business e innovazione: webinar gratuito il 24 Giugno.

Il termine ecosistema in ecologia indica la connessione tra mondo vegetale e suolo, atmosfera e animali, in un eterno ciclo che si autoalimenta. Questo focus sul flusso e sulla ciclicità rendono l’ecosistema una metafora utile a spiegare ciò che accade nel business e all’interno delle aziende. Nelle diverse definizioni di ecosistema, elaborate nel mondo professionale, si identifica in tutti i casi un’attenzione verso elementi quali la complementarità, la collaborazione, la competizione e, ovviamente, la presenza di più attori. Un esempio è la Silicon Valley, a cui si applica il paradigma della Coalescence Innovation: imprenditori, lavoratori, scienziati, commercianti, venture capitalist, angel investor e clienti operano tutti entro i confini geografici di una regione limitata, dove si genera un’innovazione che ha un impatto positivo sull’ecosistema mondo.

Moore afferma che in un ecosistema di business le aziende riescono a sviluppare un insieme di capacità e competenze intorno all’innovazione lavorando in modo cooperativo e competitivo per ideare e lanciare nuovi prodotti, soddisfare le esigenze dei clienti e incorporare il successivo ciclo di innovazioni. In questo caso c’è un riferimento esplicito al concetto di ecosistema, con un focus su competizione e collaborazione delle aziende coinvolte ed è ancor più rilevante il richiamo ai successivi cicli di innovazione, che si ricollegano al concetto della Coalescence Innovation. Un recente studio condotto da Granstrand e Olgresson ha invece analizzato le differenti definizioni di ecosistema legato all’innovazione, evidenziando l’importanza delle relazioni collaborative (complementari) e competitive (sostitutive) degli attori.

Un ecosistema di innovazione è l’insieme in continua evoluzione di attori, attività e prodotti, istituzioni e relazioni, comprese le relazioni complementari e sostitutive, che sono importanti per l’esecuzione dell’innovazione da parte di un attore o di una popolazione di attori.

Questa definizione è probabilmente la più coerente con la visione di ecosistema virtuoso del paradigma della Coalescence Innovation: scompare il focus sul cliente ed emerge il concetto di evoluzione collegato alle relazioni, siano esse di natura complementare, ovvero collaborative, e sostitutive, ovvero competitive.

Obiettivo: ecosistema virtuoso

I grandi player del mercato possono avere un ruolo chiave nella creazione di ecosistemi virtuosi, grazie alla loro forza e all’esperienza che li contraddistingue. Sposando il paradigma della Coalescence Innovation, infatti, essi possono essere i promotori della contaminazione con altre realtà, con l’obiettivo di crescere insieme all’ecosistema stesso. Affinché l’ecosistema cresca, deve attraversare tre stadi di evoluzione:

  1. Ecosistema iniziale – Quando i change agent iniziano ad aggregarsi, si forma questa prima tipologia di ecosistema. I player di grandi dimensioni (corporate o istituzioni) giocano sì un ruolo fondamentale nella sua formazione, ma traggono essi stessi beneficio dalla presenza di innovatori di dimensioni più piccole (startup, tech company, community di innovatori), i quali rendono l’ecosistema più agile e veloce nell’evoluzione.
  2. Ecosistema avanzato – A seguito della fase iniziale di evoluzione dell’ecosistema, si verificano le prime collisioni e collaborazioni che generano innovazioni incrementali, iniziano ad attrarre altri change agent e generano, quindi, un ecosistema più avanzato. Un ecosistema avanzato è in grado di produrre i primi impatti concreti sul contesto sociale, come ad esempio la riqualificazione di aree urbane, lo sviluppo di distretti tecnologici o network di innovatori che propongo iniziative fortemente orientate al sociale.
  3. Ecosistema evoluto – Possiamo considerare questo livello di ecosistema come il più completo e diffuso (anche in senso geografico), dove si riscontrano cambiamenti su più contesti sociali. L’ecosistema evoluto continua ad evolversi, aggregando nuovi ecosistemi in via di sviluppo, integrandoli e arricchendoli con le proprie connessioni virtuose.

Se sei interessato a scoprire di più sull’innovazione in ecosistemi e se vuoi portare la tua organizzazione allo stadio di ecosistema evoluto che crea valore per sé stesso e per il mondo circostante, registrati al webinar gratuitoInnovation Ecosystem” (giovedì 24 Giugno alle 17:00). Avrai l’opportunità di interagire con Andrea Solimene, ideatore del paradigma della Coalescence Innovation, e Mattia Voltaggio, Head of Startup Acceleration in Eni; inoltre, proponendo le tue idee innovative e i tuoi spunti, potrai vincere un e-book di approfondimento sul tema.