BTP terzo trimestre 2026, nuove emissioni del Tesoro

di Anna Fabi

25 Giugno 2026 07:14

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Il MEF colloca quattro nuovi BTP per circa 39 miliardi e stima emissioni lorde tra 130 e 145 miliardi entro dicembre, con il costo del debito salito al 2,91%

Il Ministero dell’Economia ha pubblicato il Programma di emissione per il terzo trimestre 2026, con quattro nuovi BTP per circa 39 miliardi di euro e una stima di emissioni lorde tra 130 e 145 miliardi da qui a dicembre. Il documento del Tesoro aggiorna anche il quadro macroeconomico e di finanza pubblica: crescita 2026 allo 0,6%, inflazione armonizzata al 3,2% a maggio e costo medio del debito salito al 2,91% nei primi cinque mesi dell’anno.

I dati chiave del Programma di emissione del terzo trimestre:

  • quattro nuovi titoli per circa 39 miliardi: BTP Short Term, 5, 7 e 10 anni;
  • emissioni lorde stimate tra 130 e 145 miliardi dal 1° luglio al 31 dicembre, con emissioni nette tra 10 e 25 miliardi;
  • programma annuale di emissione al 48% a fine maggio, al 61% includendo giugno;
  • costo medio all’emissione salito al 2,91% nei primi cinque mesi, contro il 2,75% medio del 2025;
  • vita media del debito a 6,96 anni, in lieve aumento dai 6,92 di fine 2025.

Nuovi BTP del terzo trimestre 2026

Il Tesoro mette in emissione quattro nuovi benchmark BTP sulle scadenze più seguite dal mercato, per un ammontare minimo complessivo di circa 39 miliardi di euro. L’ammontare minimo indica il livello di circolante che ciascun titolo deve raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza.

Titolo Scadenza e ammontare minimo
BTP Short Term scadenza 30 ottobre 2028 · 9 miliardi
BTP 5 anni scadenza 1° febbraio 2032 · 10 miliardi
BTP 7 anni scadenza 15 settembre 2033 · 10 miliardi
BTP 10 anni scadenza 1° ottobre 2036 · 10 miliardi

La domanda sui collocamenti del 2026 è arrivata sia dagli investitori istituzionali sia dalle famiglie, che il Tesoro continua a presidiare anche con i titoli dedicati al mercato retail come il BTP Italia Sì.

Riaperture collocamenti e nuove aste

Accanto ai nuovi titoli, nel terzo trimestre il Tesoro può riaprire quattro BTP in corso di emissione:

  • il BTP con godimento 15 giugno 2026 e scadenza 15 settembre 2029, cedola 3,00%;
  • il BTP con godimento 4 maggio 2026 e scadenza 1° giugno 2031, cedola 3,15%;
  • il BTP con godimento 15 aprile 2026 e scadenza 15 giugno 2033, cedola 3,30%;
  • il BTP con godimento 22 aprile 2026 e scadenza 1° luglio 2036, cedola 3,80%.

Il MEF si riserva di offrire ulteriori tranche di titoli oltre i 10 anni, CCTeu e indicizzati all’inflazione, anche su linee non più in corso di emissione, per mantenere efficiente il mercato secondario. Per le aste a medio e lungo termine vale il meccanismo dell’asta marginale con determinazione discrezionale di prezzo e quantità. I quantitativi sono comunicati pochi giorni prima di ogni collocamento, con gli annunci ufficiali diffusi per conto del Tesoro dalla Banca d’Italia.

I numeri del programma di emissione 2026

A fine maggio il Tesoro aveva collocato titoli a medio-lungo termine per circa 171,5 miliardi di euro, rifinanziando circa 133 miliardi in scadenza. Per la seconda parte dell’anno le scadenze da coprire valgono circa 128 miliardi, a cui si aggiunge la quota di fabbisogno dei prossimi mesi.

Indicatore Valore
Emissioni medio-lungo a fine maggio circa 171,5 miliardi
Avanzamento programma 2026 48%, 61% con giugno
Emissioni lorde luglio-dicembre 130-145 miliardi
Emissioni nette luglio-dicembre 10-25 miliardi
Vita media del debito 6,96 anni
Costo medio all’emissione 2,91%, contro 2,75% nel 2025

Il quadro macroeconomico aggiornato

Il programma si muove in un contesto macroeconomico in rallentamento. Nel primo trimestre il PIL è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% su base annua, ma il Documento di finanza pubblica di fine aprile ha rivisto la crescita 2026 allo 0,6%, dallo 0,7%, per l’impatto della crisi in Medio Oriente. L’inflazione armonizzata ha toccato il 3,2% a maggio, mentre la disoccupazione è scesa al 5,1% in aprile.

Sul costo del denaro pesa il rialzo dei tassi della BCE, che l’11 giugno ha alzato i riferimenti di 25 punti base portando il tasso sui depositi al 2,25% dal 17 giugno. Le condizioni del credito sono divenute più restrittive: in aprile il tasso sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è salito al 3,91% e quello alle imprese al 3,56%.

Finanza pubblica, fabbisogno e rate PNRR

Nei primi cinque mesi del 2026 il fabbisogno del settore statale è stato di circa 87,4 miliardi, in aumento di 6,3 miliardi sullo stesso periodo del 2025. Sul profilo di cassa incidono gli esborsi della Recovery and Resilience Facility in chiusura: le ultime due rate valgono oltre 45 miliardi complessivi, e la nona rata da 12,8 miliardi è stata liquidata nella prima settimana di giugno.

Le entrate tributarie sono cresciute dell’1,8% tra gennaio e aprile, trainate dalle imposte indirette: il gettito IVA è salito del 4,2% e quello delle accise del 4,7%, mentre tra le dirette l’IRES è calata del 9,0% e l’IRPEF è cresciuta dello 0,7%. Dopo la crisi nello Stretto di Hormuz lo spread con il Bund tedesco ha subito pressioni al rialzo, contenute e di breve durata. L’aggiornamento programmatico arriverà in autunno con il DPFP.

Spread, rendimenti e mercato secondario

Per chi segue i titoli di Stato, il calendario dei collocamenti racconta solo metà del quadro. La domanda vera è a quali condizioni il mercato assorbe la nuova carta del Tesoro: è sul secondario che si formano spread e rendimenti dei BTP e si misura la disponibilità degli investitori a restare sul debito italiano. Con il costo all’emissione in rialzo, è lì che si gioca l’equilibrio tra l’appeal dei titoli per i risparmiatori e l’onere del debito per i conti pubblici.