BTP e BOT, le nuove emissioni e il calendario 2026 del Tesoro

di Anna Fabi

27 Marzo 2026 12:00

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BTP 2026, nuove emissioni e calendario delle aste del Tesoro. Date, importi e piano completo del debito pubblico italiano.

Il Tesoro riapre il dossier dei BTP 2026 con un programma di emissioni che nel secondo trimestre porta sul mercato nuovi benchmark a 3, 5, 7 e 10 anni e si inserisce in un calendario del Tesoro destinato a segnare il ritmo delle aste fra aprile e giugno. Per il resto dell’anno il MEF stima emissioni lorde tra 245 e 260 miliardi di euro, mentre petrolio, inflazione e tensioni geopolitiche tornano a incidere sul costo del debito italiano.

Nuovi BTP 2026 in arrivo sulle scadenze chiave

Nel programma trimestrale il Ministero dell’Economia indica quattro nuovi benchmark BTP, costruiti sulle scadenze più osservate dal mercato. L’ammontare minimo segnalato dal Tesoro coincide con il livello di circolante che ciascun titolo dovrà raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza.

Titolo Scadenza Ammontare minimo
BTP 3 anni 15 settembre 2029 9 miliardi di euro
BTP 5 anni 1 giugno 2031 10 miliardi di euro
BTP 7 anni 15 giugno 2033 10 miliardi di euro
BTP 10 anni 1 luglio 2036 10 miliardi di euro

La scelta conferma la volontà del Tesoro di presidiare in modo ordinato il tratto centrale e lungo della curva, quello che più spesso orienta i rendimenti dei BTP e la lettura del rischio Italia sul secondario.

Riaperture e altre finestre possibili

Accanto ai nuovi benchmark, il secondo trimestre prevede anche riaperture di titoli già in corso di emissione. Nel documento compaiono il BTP con scadenza 28 febbraio 2028 e cedola 2,20%, il BTP 15 marzo 2029 al 2,40%, il BTP 15 marzo 2033 al 3,15% e il BTP 1 febbraio 2036 al 3,45%.

Il margine di manovra resta ampio. Il MEF si riserva infatti di proporre ulteriori tranche di titoli nominali oltre i 10 anni, CCTeu e indicizzati all’inflazione, oppure di tornare su linee non più in corso di emissione per mantenere liquido ed efficiente il mercato secondario. Per le aste a medio e lungo termine continuerà a valere il meccanismo dell’asta marginale con determinazione discrezionale di prezzo e quantità emessa.

Programma aste BOT e BTP da aprile a giugno 2026

Nel secondo trimestre il calendario delle aste segue la griglia annuale del Tesoro, con appuntamenti distribuiti ogni mese fra BOT, medio-lungo termine e titoli indicizzati. Le date da monitorare sono queste:

  • ad aprile le aste previste sono il 9 e il 28 per i BOT, il 10 e il 29 per i titoli a medio-lungo termine, il 24 per BTP Short Term e BTP€i;
  • a maggio gli appuntamenti sono il 12 e il 27 per i BOT, il 13 e il 28 per il medio-lungo termine, il 26 per BTP Short Term e BTP€i;
  • a giugno il calendario indica il 10 e il 25 per i BOT, l’11 e il 26 per il medio-lungo termine, il 24 per BTP Short Term e BTP€i.

I quantitativi verranno comunicati di volta in volta pochi giorni prima del collocamento. Per chi segue il mercato in tempo reale, il riferimento resta sempre l’annuncio ufficiale pubblicato per conto del Tesoro da Banca d’Italia.

Emissioni 2026, i numeri chiave

A fine febbraio il Tesoro aveva già effettuato emissioni a medio-lungo termine per circa 67,5 miliardi di euro e rifinanziato oltre 50 miliardi di titoli in scadenza. Da aprile a dicembre la pressione resta però elevata. Il MEF stima infatti emissioni lorde comprese tra 245 e 260 miliardi, con emissioni nette tra 65 e 80 miliardi. In parallelo, lo stato di avanzamento del programma si colloca al 20% a fine febbraio e al 30% includendo marzo, mentre la vita media del debito sale a 6,97 anni e il costo medio all’emissione raggiunge il 2,79%.

Energia, inflazione e credito impattano sulle aste

Il programma di emissione arriva in un contesto macro che resta favorevole solo in parte. Il PIL italiano ha chiuso il quarto trimestre 2025 con una crescita dello 0,3% sul trimestre precedente, il mercato del lavoro continua a tenere e la disoccupazione ha toccato un nuovo minimo a gennaio. Allo stesso tempo, però, la produzione industriale ha aperto il 2026 in calo e l’inflazione è tornata ad accelerare.

Il parametro più delicato resta l’energia. Il Tesoro scrive che il rialzo delle materie prime energetiche legato alla crisi in Medio Oriente accresce l’incertezza sulle prospettive di crescita, con Brent oltre 100 dollari al barile e possibili effetti sia sui prezzi sia sulla fiducia di imprese e famiglie. È lo stesso sfondo che sta rimettendo sul tavolo il rialzo tassi BCE e una nuova pressione sul credito.

Chi guarda alle aste deve leggere anche il secondario

Limitarsi al calendario rischia di lasciare fuori metà del quadro. La domanda vera non è solo quante aste arriveranno ma a quali condizioni il mercato assorbirà la nuova carta del Tesoro. In questa fase il secondario conta quasi quanto il primario, perché è lì che si forma la percezione del rischio, si muovono spread e rendimenti e si misura la disponibilità degli investitori a restare sul debito italiano.

Per questa ragione il pezzo si lega naturalmente anche alle pagine già forti di PMI.it sul BTP Valore marzo 2026 e sul mercato dei rendimenti. Il programma trimestrale non racconta soltanto quali titoli verranno offerti ma anche il clima con cui il Tesoro si presenta alle aste del secondo trimestre.