Google e Pmi italiane: Internet e internazionalizzazione

di Noemi Ricci

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Google fa il punto sulle Pmi italiane: bisogna portarle online e finanziare progetti di crescita e internazionalizzazione.

Punta sulle Pmi italiane Google con un programma volto a sostenerne i progetti di crescita e di internazionalizzazione «addestrandole a farlo», come dichiarato dal presidente Eric Schmidt, in visita istituzionale in Italia: «possiamo mettere le piccole imprese in condizione di affacciarsi sul mercato globale, possiamo materialmente cambiare il loro modo di lavorare. Basta un sito, un motore commerciale, insomma un modo di avvicinare i loro prodotti ai clienti».

Il problema è l’Italia, per Schmidt: «Occorre avere l’ambiente adatto per muoversi in questa direzione».

Serve maggiore attenzione sulla formazione professionale e accademica, investendo sui giovani laureati che credono nel potenziale della Rete e hanno voglia di fare business. «In Italia l’uso della Rete è molto diffuso. Ma non per il business», ravvisa Schmidt.

Se l’economia del Paese si fonda sulle Pmi, perché queste crescano economicamente, dando impulso all’intero sistema produttivo è necessario che vadano online, ampliando il proprio mercato. «È nel loro interesse, nell’interesse di Google, nell’interesse del governo, nell’interesse dei cittadini».

E Schmidt ha cercato di smuovere il nostro governo, ricordando come nel 2010, il “Fattore Internet” abbia contribuito al PIL italiano con 31,5 miliardi di euro, con stime doppie per il 2015. «In uno scenario conservativo l’Internet Economy rappresenterà 59 miliardi di euro, pari al 4,4% del PIL italiano, con un tasso di crescita annuo del 18%».

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