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ICT: Startup italiane in pole position

di Noemi Ricci

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La fotografia scattata dal SEP Monitor all'ecosistema delle startup ICT italiane, pronte al salto dimensionale.

Ha analizzato l’ecosistema delle startup ICT italiane l’ultimo SEP Monitor, realizzato da Startup Europe Partnership – la piattaforma paneuropea nata a gennaio 2014 con l’obiettivo di aiutare le migliori startup europee a scalare e a diventare campioni globali – e presentato in occasione del SEP Matching Event, evidenziando quelle che sono le eccellenze del nostro Paese.

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Da startup a scaleup

Si tratta delle scaleup italiane dell’Information & Communication Technology (ICT), le startup che superata la fase di avvio (fase di seed) sono pronte al salto dimensionale. In Italia ce ne sono 108 in campo ICT, prevalentemente nei settori dell’e-Commerce (16%) e dei servizi alle imprese (Software12% e Mobile 10%), a seguire Social, Digital Media e Pubblicità (che insieme raggiungono il 21%).

Ben il 29% delle scaleup (32 aziende) ha già raggiunto una exit, anche questo un dato in forte crescita, il numero è praticamente quadruplicato nel corso degli ultimi 4 anni: 27 le acquisizioni, 5 le quotazioni in borsa (IPO). Più della metà delle acquisizioni (55%) è rimasta in Europa (il 41% in Italia), il 33% vede coinvolti gli Stati Uniti, il 4% la Russia, il 4% il Giappone e il 4% Sud Africa. Il 68% delle scaleup ha raccolto negli ultimi tre anni tra il mezzo milione e i 2.5 milioni di dollari, il 17% tra i 2.5 milioni e i 5 milioni, l’8% tra i 5 milioni e i 10 milioni e il 7% oltre 10 milioni.

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Role-model local

Commentando i risultati dell’analisi Neelie Kroes, Vice Presidente uscente della Commissione Europea, ha dichiarato:

«Le startup hanno bisogno di role-model locali per capire come scalare, hanno bisogno di simili da cui apprendere e constatare che è possibile diventare “globali” e veri creatori di lavoro. Sono davvero felice che Startup Europe Partnership abbia identificato in Italia oltre 100 “scaleup” del settore tecnologico, un dato simile a quello che abbiamo riscontrato in Spagna. Questi role model mostrano che gli ecosistemi di startup stanno fiorendo in tutta Europa. Il mio messaggio agli imprenditori europei è di continuare ad andare avanti: siete di ispirazione per tutti attorno a voi. Con il vostro contributo l’economia europea può continuare a crescere».

Settori

Oltre al comparto ICT lo studio ha evidenziato altre importanti aree di innovazione estremamente attive e vivaci quali biotech, cleantech, hardtech:

«L’Italia presenta un ecosistema dell’innovazione ricco e vitale, denso di opportunità di investimento ancora inesplorate e sostenuto da un quadro normativo pionieristico. La ricerca di SEP Monitor mette in luce evidenze incoraggianti per le startup digitali, e sono certo che rilevazioni altrettanto incoraggianti si possano trovare anche per le startup attive in altri settori. Ora occorre cambiare marcia e fare sì che le eccellenze racchiuse nell’ecosistema delle startup diventino un patrimonio condiviso e generino un impatto diffuso sul nostro tessuto economico.

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Serve una nuova cultura dell’investimento in startup capace di mettere al centro le nuove imprese innovative, valorizzandone l’apporto di tecnologia, creatività e le possibilità di crescita», ha commentato Stefano Firpo, capo della Segreteria tecnica del Ministro dello Sviluppo economico.

 

 

 

“I dati ci suggeriscono che il cosiddetto “modello duale” sembra rappresentare una piattaforma efficace, per quanto ibrida – ha concluso Alberto Onetti – perché permette di valorizzare i punti di forza italiani, quali eccellenza e competenze tecniche, superando alcuni limiti del nostro sistema: limitati capitali disponibili per la crescita – i series B per intenderci – e scarso “appeal” della normativa italiana in ambito internazionale. Forse non è la soluzione ideale, ma, come mi è capitato di discutere con la Commissione Europea, è una strada che consente di far crescere i progetti italiani a livello internazionale, mantenendo però occupazione e attività a valore aggiunto nel nostro Paese. Ed è una soluzione che sta trovando adozione anche in altri paesi europei. Quindi va seguita con interesse”.