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Export: PMI e microimprese dominano i mercati esteri

di Francesca Vinciarelli

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I dati dello studio CNA sull'export di PMI e micro imprese che dimostrano la loro presenza sempre più importante nei mercati stranieri.

L’export è una delle attività preferite dalle PMI italiane, che sono ormai impegnate sui mercati esteri per oltre il 54%, con una crescita significativa negli ultimi anni.

Si tratta di 187 mila imprese italiane in grado di esportare un valore complessivo di 175 miliardi di euro, nel 2010.

Ad affermarlo sono i risultati di una ricerca realizzata dall’Ufficio studi della CNA, che sottolinea come «il contributo delle PMI italiane all’export totale raramente viene citato ma è tutt’altro che trascurabile».

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Nello specifico sono le microimprese a dominare i mercati esteri, con il 25.7% del totale e 83 miliardi di valore complessivi.

In media queste imprese utilizzano 8.7 addetti, che negli anni hanno consolidato la loro posizione di leadership rispetto all’export. Nel 2012, ad esempio, la loro crescita rispetto all’anno precedente è stata del +6,5% con un incremento di 138 milioni di euro.

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Si tratta, secondo la CNA, dell’incremento «in assoluto maggiore tra i vari operatori commerciali all’esportazione, superiore anche a quello realizzato dalle imprese più strutturate e di maggiori dimensioni».

Ad essere esportati sono principalmente i prodotti di eccellenza del Made in Italy ovvero mobili, preziosi, articoli sportivi, giochi, strumenti musicali e apparecchi medicali. Bene anche la meccanica (9.8%), il tessile e abbigliamento (8.8%).

 

Per quanto riguarda la destinazione, nella maggior parte dei casi i prodotti raggiungono le nazioni europee (71.6%), seguite dai Paesi asiatici (10.9%), le Americhe (8.3%) e l’Africa (7.9%).

«La distanza geografica non appare un limite all’operatività delle micro imprese sui mercati esteri che vantano una proiezione internazionale non dissimile da quella delle imprese maggiori», conclude la CNA anche se «è evidente che si tratta di una realtà per la quale vi sono ancora margini di sviluppo sia in termini di numero di imprese, in grado di operare sui mercati internazionali stabilmente e non in modo solo sporadico, che in termini di valore delle esportazioni.

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Per questo sarebbe auspicabile la creazione di un sistema di accompagnamento all’estero pensato appositamente per le piccole imprese, che permetta loro di operare sui mercati esteri in maniera stabile e non solo sporadica».

Per ulteriori informazioni consulta lo studio della CNA

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