Italia da Far West per i RAEE

di Francesca Vinciarelli

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Per i RAEE servono regole certe e un quadro definito e condiviso rispettato da tutti gli attori: l'allarme lanciato dal consorzio Ecolight, a fronte di quanto emerso dal Rapporto Sociale 2012.

Per i rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) servono regole certe, da far rispettare a tutti i soggetti coinvolti nella loro gestione.

A lanciare l’allarme sciacallaggio nelle isole ecologiche e il dilagare dei circuiti di raccolta non autorizzati è Ecolight, il consorzio per la gestione dei rifiuti elettronici, in occasione della presentazione del Rapporto Sociale 2012.

Il consorzio ritiene dunque urgente una rivisitazione del sistema RAEE in Italia e regole certe e condivise per tutti gli attori.

Rifiuti elettronici: i punti deboli della gestione RAEE in Italia

Stando ai dati rilevati dal Rapporto Sociale, nel 2012 si è registrato per la prima volta da quando è stato avviato il sistema multi consortile di gestione dei RAEE un calo dell’8,5% frutto di diversi fattori:

  • la crisi, che porta con sé un inevitabile calo dei consumi e quindi del rinnovamento degli apparati elettrici, come gli elettrodomestici;
  • l’incremento dei furti di rifiuti elettronici presenti nei centri di raccolta, che causano un impoverimento dei RAEE ed una grande dispersione nell’ambiente di sostanze nocive;
  • la crescita del circuito parallelo, dei veri e propri canali di raccolta e gestione dei rifiuti che non operano all’interno del sistema RAEE gestito dal Centro di coordinamento e nel rispetto delle norme.

=> Leggi la normativa UE sui RAEE

Soprattutto a fronte di questi ultimi due fenomeni, spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio, serve «innanzitutto ripensare al sistema multi consortile per farne uno strumento competitivo ed efficace nella sua azione.

In secondo luogo, ristabilire le priorità: e la nostra priorità è l’ambiente. Quindi, al fine di tutelare l’ambiente, riaffermare le regole per assicurarsi che tutti gli operatori che vogliono giocare siano messi nelle medesime condizioni di operare, con le stesse opportunità ma soprattutto con gli stessi obblighi.

Non certo ultimo, in un quadro definito e condiviso, serve dare impulso alla green economy: è un settore che può dare molto in termini di sviluppo, soprattutto in un momento di difficoltà. Questo anche in previsione della nuova direttiva europea che dovrebbe essere recepita dall’Italia entro febbraio del prossimo anno».

Per approfondimenti consultare il Rapporto Sociale 2012 di Ecolight

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