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Milleproroghe passa con fiducia al Senato: il testo

di Francesca Vinciarelli

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Votata in Senato la fiducia sul Milleproroghe con esito positivo: ora il testo del decreto passa alla Camera per la terza lettura e gli emendamenti ritenuti inammissibili verranno affrontati in successivi provvedimenti.

Approvato il maxi-emendamento al Milleproroghe, che sostituisce il testo originale del decreto con quello che integra gli emendamenti approvati dalle Commissioni I e V del Senato. Che il Governo potesse chiedere la fiducia era già nell’aria e difatti il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha annunciato il voto di fiducia in Aula al Senato sul decreto, blindando il  testo del decreto Milleproroghe approvato ieri sempre in Senato.

Voto che si è appena concluso con 255 voti favorevoli 34 voti contrari e 0 astenuti. La discussione generale è iniziata alle 14:00 e alle 18:00 si sono aperte le dichiarazioni di voto, conclusesi nel giro di un’ora.

Ora il testo torna alla Camera per la terza lettura e l’approvazione definitiva.

Come ha precisato Giarda, la fiducia era stata posta sul maxi-emendamento del Governo, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi: il testo del Milleproroghe «recepisce le proposte emendative che sono state ritenute ammissibili dalla presidenza e approvate dalle commissioni riunite prima e quinta del Senato».

In tema di pensioni, in pratica, è stato confermato che si potrà applicare solo per i lavoratori esodati al 31 dicembre 2011 la fruizione delle vecchie norme del sistema pensionistico.

Per i lavoratori precoci, invece, per andare in pensione con 42 anni di anzianità anche prima dei 62 anni, potranno essere conteggiati anche i contributi figurativi delle lavoratrici madri con figli disabili e degli uomini che hanno goduto della paternità obbligatoria.

Per quanto riguarda invece gli emendamenti ritenuti inammissibili dalla presidenza, questi riguardano lo sblocco per i concorsi ed i passaggi di ruolo all’interno del ministero dell’economia, dell’Agenzia delle Entrate e nella magistratura, lo sblocco dei tirocini formativi per gli insegnanti, le misure legate alle rappresentanze diplomatiche, l’Expo 2015 di Milano, gli aggiustamenti conseguenti alla soppressione dell’Ice e le concessioni autostradali. Questioni che verranno affrontate in successivi provvedimenti.

Stessa sorte anche per la questione degli esodati 2012, ovvero per l’estensione del “salvataggio” dalla riforma delle pensioni Fornero anche per chi lascia l’impresa in crisi nel corso di quest’anno: il ministro ha promesso che si riaffonterà la questione in successivi provvedimenti.

Per Fabrizio Bricolo della Lega si è trattata dell’ennesima richiesta di fiducia che dimostra la «debolezza del Governo che evidentemente non si fida della sua maggioranza. Ed è anche un’ulteriore forzatura compiuta da un Governo tecnico, dunque non legittimato dal voto popolare, che in questo modo impedisce di fatto lo svolgimento di un regolare dibattito parlamentare».