Proprietà intellettuale, traino per l’economia

di Noemi Ricci

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Il contributo della proprietà intellettuale all'economia europea: i dati dello studio che dimostrano l'impatto positivo sui posti di lavoro, sulla crescita e sul benessere.

Un approfondimento congiunto UEB-EUIPO (Ufficio europeo dei brevetti e Ufficio della proprietà intellettuale dell’UE) conferma i benefici economici per l’Europa derivanti dalle varie forme di proprietà intellettuale (PI), tra le quali brevetti, marchi, disegni e modelli, diritto d’autore, indicazioni geografiche e privative per ritrovati vegetali e così via.

=> Sportello tutela proprietà intellettuale

Lo studio è andato ad analizzare l’impatto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) sull’economia europea in termini di PIL, occupazione, salari e commercio:

  • oltre il 42 % dell’attività economica totale (circa 5.700 miliardi di EUR annui) e circa il 38% dell’occupazione (82 milioni di posti di lavoro) è generato da industrie che fanno uso di diritti di PI a un livello superiore alla media;
  • i salari medi nelle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale sono del 46% più elevati rispetto a quelli di altri settori;
  • le industrie ad alta densità di DPI risultano inoltre avere una maggiore resilienza nei confronti della crisi economica;
  • le industrie ad alta intensità di PI rappresentano circa il 90% del commercio tra l’UE e il resto del mondo;
  • circa la metà di tutte le industrie dell’UE che fanno un uso intensivo della PI (ingegneria, settore immobiliare, attività finanziarie e assicurative, produzione di veicoli a motore, computer e preparati farmaceutici) occupano le prime 20 posizioni nella graduatoria delle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale in Europa.

L’Europa si distingue soprattutto per:

  • tecnologie di mitigazione dei cambiamenti climatici, settore che dà lavoro all’1,2 % della forza lavoro dell’Unione, genera il 2,1% della produzione economica e una percentuale significativa del saldo positivo degli scambi tra l’UE e il resto del mondo;
  • design, con un contributo al saldo del commercio estero dell’UE di oltre 243 miliardi di euro nel 2013, generando il 18 % del PIL e creando 38,7 milioni di posti di lavoro.

Risultati analoghi sono emersi, con riferimento all’economia negli USA, dallo studio dell’US Patent and Trademark Office, l’ufficio dei marchi e dei brevetti degli Stati Uniti.

=> Tutela della PI per la competitività delle PMI

Il Presidente dell’UEB, Benoît Battistelli, ha affermato:

«Il nostro secondo studio congiunto conferma i benefici apportati da brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale all’economia europea. Oggigiorno, le attività immateriali si rivelano sempre più importanti per le aziende innovative, soprattutto per le piccole e medie imprese, ma anche per i centri di ricerca e le università. Abbiamo riscontrato ancora una volta che questo ha un impatto positivo sui posti di lavoro, sulla crescita e sul benessere. Tuttavia, per rimanere competitiva nell’ambito dell’economia globale, l’Europa deve incoraggiare ulteriormente lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie e il ricorso all’innovazione».

António Campinos, Direttore esecutivo dell’EUIPO, ha dichiarato:

«Il rapido cambiamento che caratterizza il mondo delle imprese nel 21° secolo fa sì che l’economia dell’UE e quella globale facciano grande affidamento sui diritti di proprietà intellettuale, quali marchi, disegni e modelli, brevetti e altri diritti. Questo studio evidenzia che tale tendenza è in continua crescita e che questi diritti vengono spesso utilizzati in maniera interdipendente. Di qui la sfida, nel garantire che i diritti di PI siano più accessibili a tutte le imprese, ivi comprese le PMI, e che siano protetti in modo efficace dalle violazioni, al fine di aiutare l’UE a mantenere i suoi punti di forza in termini di innovazione sostenendo ulteriormente l’occupazione e la crescita».

 Per ulteriori informazioni: Studio sul sito UEB (in inglese) – Studio sul sito EUIPO.