Fondo Sanitario Confcommercio per imprenditori

di Barbara Weisz

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Assicurazione sanitaria integrativa per titolari d'impresa con rimborso spese mediche e strutture convenzionate: al via Fondo Sanitario Confcommercio, in collaborazione con Casagit.

Gli imprenditori hanno una nuova mutua: si tratta del Fondo Sanitario Confcommercio, primo prodotto di assistenza integrativa a livello nazionale dedicato a titolari d’azienda del Commercio, Turismo e Servizi. Il fondo nasce da un accordo con Casagit, la cassa sanitaria dei giornalisti, che mette a disposizione una vasta rete di strutture convenzionate su tutto il territorio nazionale: specialisti, case di cura private, aziende ospedaliere, Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), centri diagnostici, laboratori, studi odontoiatrici.

Per iscriversi bisogna rivolgersi alla strutture territoriali di Confcommercio, presentando apposita domanda. E’ prevista una quota associativa base di 50 euro annui. Al termine della procedura viene consegnata una tessera che consente l’accesso alle strutture convenzionate.

La decorrenza dell’assicurazione sanitaria parte dal mese successivo a quello della domanda. Per interventi chirurgici e prestazioni pre e post intervento, invece, la validità parte dopo 180 giorni dalla domanda (sei mesi). La copertura prevede rimborso spese mediche (in base a un tariffario), ricovero e visite in strutture convenzionate, mediche e odontoiatriche.

Il Fondo per imprenditori si aggiunge ad altri prodotti, come Quas e Fondo Est dedicati a quadri e dipendenti. Confcommercio mette a disposizione degli interessati un apposito sito web informativo dedicato al nuovo Fondo Sanitario, il cui  obiettivo è quello di raggiungere 35mila iscritti annui.

=> Confronta con il Fondo Est

Francesco Rivolta e Daniele Cerrato

L’intesa è stata firmata a Roma il 20 gennaio alla presenza di Francesco Rivolta, direttore generale Confcommercio, e Daniele Cerrato, presidente Casagit.

«Il grado di sostenibilità dell’assistenza sanitaria pubblica va sempre più riducendosi, sia per la scarsità di risorse pubbliche sia per l’invecchiamento progressivo della popolazione» ha spiegato Rivolta, sottolineando come l’associazione persegua «l’obiettivo di sviluppare il secondo pilastro dell’assistenza sanitaria, quella integrativa» rendendolo “sinergico” con quello pubblico.