Imprese del Commercio: i numeri della ripresa

di Francesca Vinciarelli

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Segnali positivi dal numero di nuove imprese e dalla capacità di spesa delle famiglie: Confcommercio traccia i dati della ripresa.

Alcuni dati della Confcommercio sembrano segnalare una lieve ripresa nel 2015, in decisa controtendenza con le stime previste per questo periodo. In particolare sono due gli aspetti sicuramente da evidenziare: il primo è diffuso dall’Ufficio Studi di Confcommercio e riguarda un trend positivo nella natalità delle imprese nel commercio, mentre il secondo deriva dall’Outlook 2015 Confcommercio-Censis, che evidenzia come per la prima volta dall’inizio della crisi economica, le famiglie che hanno aumentato la propria capacità di spesa sono più numerose di quelle che l’hanno ridotta.

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Da una parte quindi le famiglie potrebbero rappresentare una ripresa dei consumi, a favore anche dei commercianti che non provengono da un periodo semplice dal punto di vista economico, anche se non è chiaro se le famiglie riusciranno a coprire tutte le spese con il proprio reddito.

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Dall’altra il numero di nuove iscrizioni di imprese nell’Area Confcommercio e nel commercio al dettaglio potrebbe fornire una boccata di ossigeno ad uno dei settori più colpiti dalla crisi. In questo caso le nuove nate sono aumentate dell’1.6%, ovvero con un tasso maggiore di quello complessivo dell’economia (0.5%).

È tuttavia importante evidenziare che il numero delle cessazioni rimane superiore a quello delle iscrizioni, con un totale complessivo nei primi nove mesi dell’anno di -41.300 imprese dell’Area Confcommercio (commercio, turismo, servizi alle imprese e alle persone, trasporti e logistica). Dato comunque incoraggiante rispetto al -49.000 circa dell’anno precedente, ma soprattutto rispetto alle oltre 300 mila imprese che hanno dovuto cessare le attività dal 2012.

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