Bonifici e RID addio: da febbraio arriva il SEPA

di Barbara Weisz

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Dal primo febbraio è in vigore il SEPA per i pagamenti bancari in Europa, senza costi aggiuntivi per le operazioni internazionali: come cambiano le regole per bonifici e RID.

Da febbraio entra in vigore il il SEPA (Single Euro Payments Area), il nuovo sistema europeo per i pagamenti bancari (bonifici e addebiti diretti in contro corrente), che elimina le commissioni per le operazioni internazionali e modifica le regole anche per i RID (domiciliazione bancaria) nazionali.

Entrata in vigore

Il primo cambiamento riguarda le banche. La migrazione al SEPA (secondo le regole e gli standard fissati dal Regolamento europeo 260/2012) deve essere compiuta entro il primo febbraio 2014 e da quel momento sarà possibile usufruire del nuovo sistema di pagamento. La UE ha previsto un periodo transitorio di sei mesi, durante il quale saranno ancora accettate le vecchie procedure di pagamento, ma dal primo agosto 2014 si utilizzerà esclusivamente il SEPA per tutti i pagamenti bancari e anche le PMI potranno avvalersi di uno strumento efficiente e uguale in tutta Europa, senza costi aggiuntivi.

Operazioni bancarie

La migrazione degli attuali sistemi di pagamento verso lo standard unico europeo comporta delle modifiche agli strumenti interni di pagamento bancario.

  • Il bonifico è sostituito dal SEPA Credit Transfer (SCT), una sorta di bonifico unico europeo, senza limiti di importo, né commissione transnazionali (trasferimento tra i due conti bancari entro 2 giorni lavorativi).
  • Il RID (Rapporto Interbancario Diretto)  per la domiciliazione sul conto bancario delle utenze (es.: bollette e rata del mutuo) è sostutito dal SDD (SEPA Direct Debit), per pagamenti ricorrenti o una tantum. Per convertire in automatico le  vecchie deleghe RID in mandati SDD le aziende creditrici dovranno raccogliere e segnalare alla banca l’IBAN del conto di addebito e la classificazione del cliente pagatore (business o consumer).
  • l’addebito sarà di tipo “Core” per pagamenti che coinvolgono sia privati sia imprese o “B2B” per transazioni tra imprese.
  • Il codice BIC non potrà più essere richiesto ai clienti dal 1° febbraio 2014 per i pagamenti nazionali e dal 1° febbraio 2016 per quelli transfrontalieri.

E’ previsto che il titolare del conto abbia 8 settimane di tempo per opporsi a un addebito, anche se precedentemente autorizzato, ad esempio perché ritiene che la cifra sia errata. In questo caso, la banca effettua il rimborso entro 10 giorni. Se invece il pagamento mancava di corretta autorizzazione ci sono 13 mesi per opporsi e la restituzione avviene immediatamente (per ulteriori dettagli, consultare le FAQ dell’ABI sul SEPA).

Paesi coinvolti

  • Partner dell’Euro: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, San Marino, Slovacchia, Slovenia e Spagna.
  • Paesi UE con moneta nazionali: Bulgaria, Croazia, Danimarca, Lituania, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Ungheria.
  • Paesi extra-UE: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Principato di Monaco, Svizzera.

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