Il nuovo Osservatorio INPS sul mondo agricolo segnala un comparto caratterizzato da un doppio movimento: da un lato cresce in modo evidente la manodopera dipendente e aumenta la capacità del settore di attrarre lavoro; dall’altro, diminuisce il numero delle imprese attive, segnale di una riorganizzazione profonda della base produttiva.
In totale si contano circa 168mila aziende agricole e oltre 1 milione di operai impiegati nel comparto.
- Lavoro dipendente in crescita: oltre 1 milione di operai agricoli
- Meno imprese attive: settore in riorganizzazione
- Agricoltori autonomi in diminuzione: pesa il fattore pensionamenti
- Donne in agricoltura: il 30,2% degli operai, ma in lieve calo
- Un settore che cambia: crescita, innovazione e formazione
Lavoro dipendente in crescita: oltre 1 milione di operai agricoli
Nel 2024 i lavoratori agricoli dipendenti raggiungono quota 1.019.177, con un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente. La crescita è trainata soprattutto dal Nord Italia, dove la dinamica occupazionale segna +5,1%, e dal Centro con un +6,1%. Le performance più significative riguardano il Veneto, che registra un incremento degli occupati pari al +10,6%, e il Lazio con +7,6%. Due territori che si confermano fra i più reattivi nella creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto primario.
Meno imprese attive: settore in riorganizzazione
Accanto all’aumento dell’occupazione, il dato sulle imprese evidenzia un calo dell’1,1% nel numero delle realtà agricole attive. Una tendenza che indica una fase di ristrutturazione della base produttiva, con uscite dal mercato soprattutto tra le aziende di dimensioni minori e una crescente concentrazione verso strutture più organizzate e capaci di sostenere gli investimenti richiesti dalla transizione agricola.
Agricoltori autonomi in diminuzione: pesa il fattore pensionamenti
Nel 2024 si contano 414.746 lavoratori autonomi dell’agricoltura, in calo dell’1,9% rispetto al 2023. Una flessione attribuita principalmente ai pensionamenti, che incidono in modo rilevante in un comparto con un’età media elevata.
Coltivatori diretti, coloni e mezzadri costituiscono l’88,6% del totale, confermando un modello produttivo ancora fortemente radicato nella tradizione familiare. La necessità di un ricambio generazionale diventa quindi un tema centrale per garantire continuità e competitività.
Donne in agricoltura: il 30,2% degli operai, ma in lieve calo
Le donne rappresentano il 30,2% degli operai agricoli. Sebbene si tratti di una quota significativa, l’Osservatorio rileva una leggera diminuzione rispetto al 2023, segnale che il tema della partecipazione femminile continua a richiedere politiche mirate, soprattutto nei ruoli più qualificati e nella gestione delle imprese agricole.
Un settore che cambia: crescita, innovazione e formazione
L’agricoltura italiana conferma una buona capacità di adattamento in un contesto economico complesso. L’aumento della manodopera dipendente e la riduzione delle imprese attive indicano una transizione verso modelli più strutturati, tecnologici e capaci di sostenere nuovi investimenti. Le prospettive per i prossimi anni restano positive: sviluppo dell’innovazione, formazione tecnica e ricambio generazionale saranno gli elementi chiave per garantire una crescita sostenibile e un equilibrio stabile tra domanda e offerta di lavoro, preservando la competitività del settore.