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Legge di Bilancio al via: il calendario 2026 e le prime misure

di Barbara Weisz

23 Settembre 2025 13:24

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Documento Programmatico di Finanza Pubblica (al posto della NaDEF) entro il 2 ottobre con i numeri per la Manovra 2026: ecco le prime misure allo studio.

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato la risoluzione sul nuovo Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), che prende il posto della NaDEF in recepimento della nuova governance economica europea. Il DEF (Documento di Economia e Finanza), infatti, ha lasciato il posto al DFP (Documento di Finanza Pubblica) e per la trasmissione al Parlamento la scadenza è il 2 ottobre.

Si tratta di una sorta di passaggio formale che dà il via alla sessione di Bilancio 2026, la quale entrerà nel vivo il 20 ottobre con l’invio alla Commissione Europea del DPB (Documento Programmatico di Bilancio), contenente le misure fondamentali della nuova manovra e la cornice dei conti pubblici nella quale si inserisce.

Vediamo come si sviluppa e con quali tempistiche.

Il calendario della Manovra 2026

Prima della manovra economica, quest’anno va approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, che sostituisce la NaDEF e anticipa il nuovo Documento di Finanza Pubblica (che a sua volta sostituisce il DEF). Il Consiglio dei Ministri deve procedere alla sua approvazione in tempo per la trasmissione al Parlamento entro il 2 ottobre.

Nelle due settimane successive a questa approvazione, il CdM deve procedere alla predisposizione dello schema di Legge di Bilancio vero e proprio, che poi intraprenderà l’iter parlamentare da terminare in tempo per l’entrata in vigore il primo gennaio 2026. In teoria la manovra deve essere approvata entro metà ottobre, in pratica la vera scadenza è il 20 ottobre, data entro la quale va inviato a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio che ne contiene le principali indicazioni.

Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica

Il DPFP contiene l’aggiornamento delle previsioni a legislazione vigente riportate nel Documento di finanza pubblica 2025 (DFP 2025), le stime programmatiche, l’articolazione delle misure della Manovra 2026 e dei relativi effetti finanziari, l’aggiornamento dello stato degli impegni di riforma e investimento adottati nel Piano strutturale di bilancio di medio termine, il conto economico delle amministrazioni pubbliche articolato per sotto-settore, l’aggregato di spesa netta con indicazioni sull’andamento delle componenti sottostanti, il saldo di cassa del settore statale. E sarà accompagnato da una relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile.

Lo scenario economico

Quest’anno il Governo è nelle condizioni di predisporre la manovra all’insegna di una relativa tranquillità sui conti pubblici. Il costo del debito è infatti in costante discesa, con due agenzia di rating, S&P’s e Fitch, che hanno migliorato il giudizio sull’Italia. Si attende analoga decisione da parte di Moody’s in ottobre.

Le ultime stime ISTAT vedono invariata a 0,7% la previsione sulla crescita del PIL 2024 e a -3,4% quella sul deficit; rivista in lieve calo la stima sul debito, che dal 135,3% di marzo si assesta all’attuale 134,9%.

Il Governo non esclude di uscire  dalla procedura di infrazione UE  in anticipo rispetto al termine del 2026, riportando il target del deficit sotto il 3% del PIL.

All’insegna della tradizionale prudenza che accompagna la sua impostazione, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha comunque sottolineato che tutte le misure allo studio saranno valutate tenendo conto dell’esigenza di tenere sotto controllo i conti pubblici, in un contesto caratterizzato ancora da turbolenze geopolitiche e macroeconomiche che potrebbero rendere necessarie nuove spese.

Le prime misure in Legge di Bilancio

Il dibattito politico in vista della Manovra è intanto già ampiamente avviato. Fra le misure allo studio c’è il taglio IRPEF per il secondo scaglione, con l’aliquota che scenderebbe dal 35 al 33% e la platea allargata ai redditi fino a 60mila euro, dagli attuali 50mila. Tra le ipotesi concrete c’è anche la proroga al 2026 delle detrazioni al 50% per la riqualificazione della prima casa, che altrimenti scenderebbe al 36%. Tra le misure ancora in discussione, invece, si sono; una nuova eventuale Rottamazione quinquies, l’innalzamento a 10 euro della soglia esentasse dei buoni pasto.

In materia di riforma pensioni, oltre alle possibili proroghe degli strumenti di flessibilità in uscita, si parla di un rafforzamento del meccanismo di silenzio-assenso per destinare il TFR dei neo assunti ai fondi pensione. Per le imprese si attendono le decisioni del Governo sul rinnovo o la ricalibrazione degli incentivi per la Transizione 4.0 e 5.0. Per le banche, in vista potrebbe esserci una nuova sospensione delle DTA.