Se il taglio IRPEF per il ceto medio, l’innalzamento della soglia esentasse dei buoni pasto e la detassazione dei premi di produttività rappresentano già delle prime indicazioni di Governo per quanto riguarda la Manovra 2026, tra le ipotesi al vaglio più dibattute troviamo invece la sospensione delle DTA (Deferred Tax Asset) per le banche.
Il congelamento delle DTA per il 2026 e il 2027, inerente i crediti fiscali bancari che derivano dalle imposte differite, consentirebbe al Governo di racimolare alcuni miliardi di euro in più per la Manovra, precisamente 1,5 miliardi. Un’idea che, allo stato attuale, è tuttavia ancora tutta da valutare, come sottolinea il MEF:
È solo una delle possibili opzioni prese in considerazione e al momento non ci sono quantificazioni numeriche. Dobbiamo ancora sederci con le banche e discutere la questione.
Non si tratterebbe in realtà di una vera e propria novità per il Governo, che aveva già varato un congelamento biennale delle DTA per il 2025 e 2026 incassando 3,4 miliardi di euro.
Secondo il parere degli analisti , un nuovo rinvio non metterebbe comunque a rischio la profittabilità e la remunerazione delle banche.