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Coronavirus: non si estende la zona gialla, la Calabria resta bianca

di Redazione PMI.it

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Nel Paese calano i dati sul contagio, solo la Sicilia in zona gialla, dal 20 settembre avvio della terza dose di vaccino Covid: i dati e la situazione.

Resta in zona gialla solo la Sicilia, niente passaggio di colore per la Calabria, che sembrava destinata a diventare a sua volta gialla dal lunedì 20 settembre e che invece rimane in zona bianca come il resto d’Italia. I dati settimanali ISS fanno registrare un generale miglioramento della curva dei contagi: l’indice RT allo 0,85% sotto soglia epidemica è in discesa rispetto allo 0,92 della scorsa settimana, migliorano anche i dati sui ricoveri e l’incidenza (che scende a 54 casi ogni 100mila abitanti dai 64 della settimana precedente). In Calabria gli indicatori sono alti ma la situazione è migliorata negli ultimi giorni, evitando quindi la retrocessione in fascia gialla, come segnala la Giunta Regionale: «il livello di occupazione delle terapie intensive è al di sotto della soglia che determinerebbe il passaggio in area gialla».

Nella settimana in cui il Governo ha esteso l’obbligo di green pass a tutti gli ambiti di lavoro, dunque, la situazione continua ad essere sotto controllo.

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Report ISS e passaggi di Regione

I dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità: il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 6,1% e quello dei reparti ordinari al 7,2%, entrambi  in calo così come RT e incidenza. Per quanto riguarda i cambi di colore, la Sicilia resta in zona gialla e da lunedì anche la Calabria potrebbe entrare in questa fascia di rischio: queste due Regioni sono, insieme alla provincia di Bolzano, quelle con il maggior numero di casi ogni 100mila abitanti, mentre il report segnala altre quattro attualmente in zona bianca  ma a rischio moderato, ossia Abruzzo, Molise, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento, tutte le altre restano classificate a rischio basso.

Andamento della campagna vaccinale

Da lunedì 20 settembre parte intanto la terza dose ai pazienti molto fragili: sono le strutture sanitarie a contattare i soggetti individuati per fissare l’appuntamento della dose aggiuntiva, non c’è quindi bisogno di fare alcun adempimento. Successivamente toccherà alle categorie individuate per il richiamo (booster).

In generale, il report ISS sottolinea che «una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità».

In base ai dati del Commissario all’emergenza Covid, ci sono 3,4 milioni di persone con più di 50 anni non ancora vaccinate, nella metà dei casi concentrate nella fascia dai 50 ai 59 anni (1 milione 701mila 135, il 17,63% del totale). Nella fascia 60-69 non sono vaccinate 947mila 294 persone (il 12,54%), tra i 70 e i 79 anni 527mila 132 persone, mentre fra gli over 80 si scende al 5,4% (248mila 509).