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Terza dose di vaccino Covid: le 10 categorie con cui si parte

di Redazione PMI.it

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Dose addizionale di vaccino Covid dopo 28 giorni per pazienti più a rischio, richiamo (booster) dopo 6 mesi per gli altri, seguendo l'ordine di priorità.

La Circolare del Ministero della Salute del 14 settembre 2021, contenente indicazioni preliminari sulla somministrazione di dosi addizionali  (terza dose come parte di un ciclo vaccinale primario) e di dosi “booster” (come richiamo dopo un ciclo vaccinale primario) nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, individua le prime dieci categorie di pazienti che riceveranno la terza dose di vaccino anti Coronavirus in via prioritaria.

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Dose addizionale per alcuni pazienti

Per tali fasce si tratta di una dose addizionale (aggiuntiva rispetto alle prime due), ritenuta oggi necessaria per il completamento del ciclo vaccinale, al fine di un adeguato livello di risposta immunitaria. Si potrà utilizzare uno dei due vaccini mRNA autorizzati: Pfizer nei soggetti di età dai 12 anni e Moderna dai 18 anni, in entrambi i casi almeno dopo 28 giorni dalla seconda dose oppure il prima possibile se tale lasso di tempo è già trascorso. Le categorie di pazienti riguardano le seguenti patologie e condizioni di rischio grave:

  1. trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  2. trapianto di cellule staminali ematopoietiche;
  3. attesa di trapianto d’organo;
  4. terapie a base di cellule T;
  5. patologia oncologica;
  6. immunodeficienze primitive;
  7. immunodeficienze secondarie;
  8. dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  9. pregressa splenectomia;
  10. AIDS.

Richiamo booster per gruppi target

La dose booster (richiamo) riguarda invece una platea più ampia, ossia la popolazione che ha mostrato una risposta immunitaria adeguata dopo le prime due dosi, ma che necessita di una dose di rinforzo perché è trascorso molto tempo dall’ultima somministrazione, anche in ragione del dilagare di varianti che potrebbero minacciare la normale copertura immunitaria. In questo caso si parla di una dose di richiamo dopo almeno sei mesi dall’ultima. Presumibilmente, si partirà dalle fasce ad alto rischio, per condizioni di fragilità o per esposizione professionale al rischio di contagio, sempre con vaccino a m-RNA (Comirnaty di BioNTech/Pfizer e Spikevax di Moderna) coinvolgendo gli ulteriori gruppi target, a cominciare da quelli sopra menzionati, tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione dello scenario epidemiologico.