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Covid, verso il vaccino di massa: da maggio in azienda, poi ai giovani

di Redazione PMI.it

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Campagna Covid: entro fine maggio vaccino ai lavoratori in azienda, poi di massa ai maggiorenni, in centri estivi e scuole, Astrazeneca anche under 60.

Raggiunto il target dei 500mila vaccini al giorno, il Commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo ha indicato le prossime tappe del piano vaccinale: terminate le somministrazioni agli over 65, si inizia con le classi produttive, quindi con il vaccino in azienda. E il riferimento temporale per questo risultato è la fine di maggio. «Dopo, pensiamo all’estate», sottolinea Figliuolo, nel frattempo si lavora per preparare il vaccino a scuola. Quando saranno messi in sicurezza gli over 60 e i pazienti fragili, si partirà con la campagna di massa destinata a tutti i maggiorenni. E nel frattempo si valuta il ritorno esteso al siero AstraZeneca anche sotto i 60 anni. Da capire ancora se lo stesso varrà anche per Janssen. Vediamo tutto.

Piano Vaccini: i prossimi step

La prossima fase, dunque, che inizia dopo la messa in sicurezza degli over 65 (i cui tempi possono però variare in base al siero utilizzato, considerato che AstraZeneca richiede 3 mesi per le due dosi) prevede la vaccinazione di massa e prima ancora l’inizio del vaccino in azienda. Qui si può inserire una considerazione: le anticipazioni dello stesso Commissario indicavano maggio come mese di avvio. Significa però che con la messa in sicurezza di questa fascia di soggetti si intende la prima dose e non il ciclo completo, andrebbe si slitterebbe a dopo l’estate considerati i tempi, che vanno da un minino di 42 giorni ad un massimo di 12 settimane (J&J a parte ovviamente).

Vaccino Covid alle classi produttive

Il vaccino AstraZeneca è quello che prevede una pausa più lunga fra prima e seconda somministrazione, pari a 12 settimane. Significa immunizzazione completa tre mesi dopo. Pfizer e Moderna prevedono una pausa di circa tre settimane. Janssen richiede addirittura una sola dose. Di fatto, Pfizer e Moderna, dopo 80enni e pazienti fragili, a regole invariate verrà prevalentemente utilizzato sugli under 60, che pur iniziando il ciclo vaccinale non prima di fine maggio lo terminerebbero prima degli over 60 e over 70. Insomma, bisogna capire se e in che modo le nuove indicazioni possano influire su questo meccanismo. In ogni caso, l’indicazione prioritaria è di «premere sulle classi over 60, per le quali la media di somministrazioni è ancora bassa, e il piano va seguito in maniera ordinata e coerente» sottolinea Figliuolo. In base ai dati del Ministero della Sanità aggiornati al 3 maggio, il numero totale di somministrazioni è pari a 20,7 milioni e ci sono 6,1 milioni di persone che hanno completato il ciclo vaccinale, circa 8,5 milioni hanno invece ricevuto al prima dose.

Vaccino anche in vacanza

Si parla anche di centri vaccinali nelle località di vacanza, in vista della stagione turistica. Il rischio è infatti che la seconda dose, quando non del tutto la prima, cada nel pieno delle ferie estive causando difficoltà gestionali ai soggetti coinvolti, che magari hanno pianificato di trascorrere le vacanze fuori Regione. L’indicazione dei centri estivi sembrerebbe voler ampliare le possibilità di non saltare o ritardare troppo la seconda dose fornendo un “piano b” ai vacanzieri.

Obiettivo scuola sicura

Come detto, si studia anche la vaccinazione nelle scuole, che potrebbe iniziare a settembre con il prossimo anno scolastico, o forse anche durante l’estate, per preparare il rientro in classe. Sono allo studio anche i vaccini per i giovanissimi, considerato che la vaccinazione anti Covid sarà una costante dei prossimo anni. Per adulti e possibilmente per minori in età scolare.

Si torna ad AstraZeneca

In tutti i casi il riferimento operativo resta quello delle Regioni, che attuano le linee guida nazionali ma con proprie tempistiche e modalità di prenotazione e somministrazione. Al momento le regole del Piano Vaccinale anti SARS-COV-2 sono le seguenti: per gli ultra80enni si possono utilizzare tutti i vaccini, nella prassi si privilegiano Pfizer e Moderna, usati per le persone fragili. Sotto gli 80 anni si usano tutti e quattro i vaccini: Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Janssen. I primi tre richiedono due dosi distanziate nel tempo, il siero di Johnson & Johnson una sola dose. Insieme a Iss (Istituto italiano di sanità), Cts (Comitato tecnico scientifico) e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), è in corso di valutazione l’ipotesi di usare AstraZeneca anche sotto i 60 anni. Non ci sono restrizioni da parte dell’Ema, l’agenzia del farmaco europea. La ratio, secondo il generale Figliuolo, è che «i vaccini vanno impiegati tutti. Ci sono effetti collaterali ma sono infinitesimali. Se non impieghiamo tutti i vaccini, il ritmo della campagna non raggiunge gli obiettivi nei tempi prefigurati». Nei giorni scorsi si sono espressi in questo senso anche altri rappresentanti delle istituzioni sanitarie. Ad esempio, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù.