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Vaccino Covid: AstraZeneca a rischio esclusioni

di Redazione PMI.it

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Possibile esclusione AstraZeneca per specifiche categorie di soggetti, spinta su Pfizer e J&J: luci e ombre sulla campagna vaccini anti Covid in Italia.

Dopo il rallentamento delle vaccinazioni anti Covid nei giorni di Pasqua e la pioggia di nuove disdette per il siero AstraZeneca (atteso un nuovo pronunciamento Ema sui casi di trombosi, con la possibile indicazione di non utilizzarlo dosi per alcune categorie di soggetti), una nuova maxi fornitura Pfizer dovrebbe aiutare a centrare l’obiettivo delle 500mila dosi al giorno, per arrivare a fine settembre con l’80% della popolazione vaccinata. L’accelerazione è prevista a maggio, con l’arrivo del quarto vaccino, il monodose di Johnson & Johnson e le somministrazioni anche nelle farmacie.

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AstraZeneca sotto la lente

Nelle ultime ore si è riacceso il dibattito sul siero AstraZeneca e la possibile correlazione con casi di trombosi. A far discutere sono nuove dichiarazioni del responsabile della strategia sui vaccini di Ema (l’agenzia europeo del farmaco), Marco Cavaleri, secondo il quale è sempre più difficile escludere un rapporto causa effetto con gli eventi, seppur molto rari, di coaguli di sangue insoliti. L’Organizzazione mondiale della Sanità continua a ribadire la mancanza di correlati comprovate tra casi di trombosi e vaccino AstraZeneca.

L’Ema ha corso nuove valutazioni con esito tra mercoledì 7 e giovedì 8 aprile. Fra le ipotesi, l’esclusione del siero per alcune specifiche categorie di persone. Sono in corso vertici anche fra Aifa, agenzia del farmaco italiana, e ministero della Sanità. Nei prossimi gironi si attendono indicazioni precise su questo fronte.

Le decisioni possibili sono o che si o si andrà avanti così o si sospenderà o, cosa più probabile, si decideranno limitazioni per età o raccomandazioni per determinate fasce d’età, per via di una complicazione estremamente rara in soggetti giovani di sesso femminile.

Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

Pfizer in nuova distribuzione

Contro l’esiguità delle scorte, la struttura guidata dal commissario Francesco Paolo Figliuolo ha annunciato entro il 7 aprile la distribuzione alle Regioni di 1,5 milioni di dosi Pfizer, il lotto più consistente consegnato dall’inizio della campagna. Ricordiamo che questo  vaccino è destinato agli over 80 e alle categorie più fragili.

Janssen in arrivo

In tutto, nel secondo trimestre 2021 sono attese 8 milioni di dosi J&J, ma queste consegne inizieranno nella seconda metà del mese e non saranno rilevanti fino a maggio. In aprile, sono previste 500mila dosi. Che, in ogni caso, consentirà un’accelerazione in considerazione del fatto che richiede una sola dose.

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Piani vaccini a singhiozzo

Ad oggi in Italia è stato somministrato il 54% delle dosi di AstraZeneca, il 50% di Moderna ed il 96% di Pfizer. Entro fine aprile il piano italiano prevedeva di raggiungere le 500mila vaccinazione al giorno ma non sembra destinato ad aumentare di molto il numero di vaccini consegnati e inoculati. In vista, però, c’è il potenziamento della rete vaccinale, con l’integrazione di molte farmacie. Sono elementi che si potranno valutare con precisione solo nelle prossime settimane, soprattutto in relazione al timing.

Al momento, in base ai dati pubblicati sul portale del ministero della Sanità, sono state effettuate oltre 11 milioni di somministrazioni, mentre il totale delle persone che ha già ricevuto entrambe le dosi è pari a 3,5 milioni. Ci sono quindi 4,4 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose. La suddivisione:

  • 3,9 milioni di somministrazioni agli over 80,
  • 3 milioni personale sanitario,
  • 1 milione personale scolastico,
  • 235mila dosi alle forze armate,
  • 2 milioni ad altre categorie.