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Fisco e sostenibilità: Di Maio smonta Conte

di Barbara Weisz

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Nuova tassa su merendine e biglietti aerei: scambio tra Di Maio e Conte su pressione fiscale e strategie green, tra manovra da scrivere e conti pubblici da far quadrare.

Primo mini-scontro all’interno del nuovo Governo sul fronte fiscale in vita della manovra 2020: il premier Giuseppe Conte non ha fatto in tempo a definire “praticabile” la proposte del Ministero dell’Istruzione in merito ad una tassa su alimenti poco salutari (merendine e bibite gassate) e su trasporti inquinanti (viaggi aerei), che il Ministro degli Esteri nonché leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio getta acqua sul fuoco.

Fermi tutti. Noi abbiamo come obiettivo quello di abbassare le tasse, non di aumentarle. E secondo me è totalmente sbagliato scatenare un dibattito ogni giorno per parlare di nuovi balzelli.

Di Maio e Conte, entrambi a New York per l’assemblea ONU del 23 e 24 settembre, assicurano però che nel Governo non ci sono attriti in materia fiscale. Come ha spiegato Di Maio:

Sul tema, siamo d’accordo.

La cosiddetta tassa sulle merendine – poco gradita al M5S e proposta da Fioramonti – mirerebbe a promuovere stili alimentari più sani portando nelle casse dello Stato 2 miliardi da destinare a ricerca e formazione, accompagnandosi con un secondo balzello sui biglietti aerei inteso come imposta ambientale: l’idea sarebbe di imporre una tassa di 1 euro per i voli interni e di 1,5 euro per i voli internazionali.

La linea generale che vede il Governo impegnato in una svolta green è pienamente condivisa da Di Maio, ma «in tutti i processi sull’ambiente – ha spiegato il ministro – bisogna dare il tempo alle persone e alle aziende, e lo stesso vale per le tasse.

Per disincentivare fonti dannose dobbiamo fare un progetto di largo respiro, non balzelli per fare cassa.

Diplomatica la risposta del premier: la manovra è ancora da scrivere inutile parlarne ora.

Lo sfondo è dunque la Legge di Bilancio 2020. Queste giornate vedono i tecnici dei ministeri economici alle prese con i conti, in vista del primo appuntamento fondamentale, la presentazione il 27 settembre del DEF, il documento di economia e finanza. Lì saranno contenuti i primi numeri chiave, sulla base dei quale mettere a punto la manovra: in primis, crescita e deficit.

Il Governo ha già annunciato un green new deal sulla base del quale chiedere all’Europa margini di flessibilità di bilancio. Che consentano, ad esempio, di prevedere un deficit 2020 intorno al 2,1%. Dunque, l’Italia si gioca, anche a livello di politiche internazionali, la carta dell’economia verde. Come ha chiarito infine Conte:

non significa tassare il nostro sistema produttivo per liberare risorse, ma creare incentivi per riorientare tutto il sistema in quella direzione.

Ma, si potrebbe concludere, questo non significa istituire fin dal 2020 nuove eco-tasse che sono comunque in contrasto con un altro punto fondamentale della strategia dell’Esecutivo, ossia ridurre la pressione fiscale.