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Conti pubblici e manovra: flat tax nel mirino

di Barbara Weisz

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Dopo i chiarimenti di Tria sulle misure che evitano la procedura d'infrazione, il dibattito si concentra sulla manovra 2020 all'insegna della prudenza per coniugare risparmi e flat tax.

Dopo lo scampato pericolo sulla procedura d’infrazione e le precisazioni sull’assestamento di bilancio (una correzione dei conti e non una manovra bis), il dibattito politico si concentra sulla prossima manovra economica, in particolare sulla flat tax: dopo il freno generale tirato da più parti, si ufficializza la maggior prudenza anche da parte degli esponenti della Lega.

Senza mettere in discussione il meccanismo, che secondo il programma di Governo dovrà portare all’aliquota flat per tutti i contribuenti, ma con un rallentamento sul fronte delle tempistiche.

Sullo sfondo, le rassicurazioni dell’Italia alla Commissione Europa sulla tenuta dei conti pubblici anche in relazione alla prossima manovra, che sul fronte fiscale dovrà prevedere una revisione orientata al risparmio.

Partiamo dalle precisazioni del ministro dell’Economia, Giovanni Tria: «non è stato facile trovare l’intesa con Bruxelles. Ma ci siamo riusciti grazie a un grosso sforzo, che non ha richiesto una manovra correttiva ma ci ha comunque evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo».

Su questo punto (nessuna manovra correttiva) Tria insiste anche in occasione dell’audizione davanti alle commissioni del Senato sul negoziato con Bruxelles: «una correzione di bilancio», effettuato «senza nessun taglio di spesa», reso possibile da «una conduzione attenta e prudente della finanza pubblica».

Anche la Commissione, nella lettera con cui annuncia la promozione dei conti pubblici italiani, chiarisce che i passi avanti sul fronte della compliance consistono in entrate superiori al previsto e spese inferiori rispetto agli stanziamenti 2019. Le misure approvate per un risparmio di 7,6 miliardi (0,42% del PIL) consistono infatti in:

  • un assestamento di bilancio (da 6,1 mld)
  • il congelamento dei risparmi su quanto già stanziato per reddito di cittadinanza e quota 100 (1,5 mld).

Detto questo, il dibattito ora si proietta nel futuro. Tria si è limitato a confermare gli obiettivi del Governo precisando però che «non basta ridurre le tasse», bisogna anche agire in un quadro di finanza pubblica che elimini le incertezze anche per attirare investitori e stimolare la ripresa economica. «Dare sicurezza e prospettiva alla finanza pubblica significa far sì che anche interventi di riduzione fiscale abbiano effetto, altrimenti non hanno effetto».

=> Flat Tax e IRPEF: freno dalla Corte dei Conti

La domanda, a questo punto è: ci sarà o no la nuova flat tax 2020 di cui si parla da mesi? «La flat tax si farà «senza dubbio» chiarisce il vicepremier Matteo Salvini, che però poi sembra diventare più prudente: magari non sarà «per tutti e subito».

Che significa? Il dibattito più recente vedeva un allargamento della flat al 15% (quest’anno prevista per i forfettari fino a 65mila euro di incassi) alle imprese e alle persone fisiche entro determinate soglie di reddito (es.: 50/60mila euro). E’ possibile che su questi punti ci siano in vista delle novità, con una riduzione della platea.

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