Premi produttività: al via le domande 2015

di Francesca Vinciarelli

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che da il via libera alla decontribuzione per datori di lavoro in relazione della detassazione IRPEF per i dipendenti dei premi produttività: i dettagli.

Al via le domande per accedere agli sgravi contributivi previsti per il 2015 relativamente ai premi produttività della contrattazione di secondo livello, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.123/2015 del decreto 8 aprile 2015 del Ministero del Lavoro denominato “Determinazione per l’anno 2015, della misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall’art. 1, commi 67 e 68, della legge n. 247/2007″.

Per la detassazione IRPEF dei premi produttività, per il 2015, sono stati stanziati 391 milioni di euro, con lo scopo di incentivare i contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero la contrattazione di secondo livello, così suddivisi:

  • 62,5% per la contrattazione aziendale;
  • 37,5% per la contrattazione territoriale.

Qualora una delle due tipologie di contrattazione non dovesse utilizzare per intero la percentuale attribuita, la percentuale residua verrebbe attribuita all’altra tipologia.

Sgravio contributivo

Lo sgravio viene concesso per le somme corrisposte nell’anno 2014, ovvero sulla retribuzione imponibile, sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, con effetto dal 1° gennaio 2015, nella misura del 1,60% della retribuzione contrattuale percepita.

Requisiti

I contratti collettivi aziendali o territoriali dovranno rispondere a determinati requisiti, ai fini della fruizione dello sgravio contributivo:

  • essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la Direzione provinciale del lavoro entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in commento;
  • prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.

È inoltre necessario che l’azienda sia in regola con il rilascio del DURC.

=> Accordi di produttività: in busta paga lo sgravio contributivo

Sanzioni

Eventuali sgravi contributivi fruiti indebitamente dovranno essere restituiti, con l’aggravio del versamento delle sanzioni civili. Resta salva l’eventuale responsabilità penale, nel caso in cui il fatto rientri tra i reati di questo tipo.

Domande di ammissione

Le domande di ammissione allo sgravio dovranno essere inviate per via telematica all’INPS, complete delle seguenti informazioni:

  • i dati identificativi dell’azienda;
  • la data di sottoscrizione del contratto aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello;
  • la data di avvenuto deposito del contratto presso la competente Direzione territoriale del lavoro;
  • l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
  • ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto di Previdenza.

Modalità di ammissione

Il decreto specifica che l’ammissione allo sgravio contributivo avverrà a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello fissato dall’INPS quale termine unico per la trasmissione delle istanze e che a tal fine, l’Istituto attribuirà a ciascuna domanda un numero di protocollo informatico. Nell’ipotesi eventuale di ammissione di tutte le domande presentate, al fine di rispettare i limiti di spesa, l’INPS provvederà all’eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il predetto limite di spesa e il limite di spesa medesimo, dandone tempestiva comunicazione ai richiedenti. L’Istituto provvederà poi a comunicare le risultanze della procedura al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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