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Il Welfare aziendale non decolla nelle imprese italiane

di Barbara Weisz

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Il 70% dei manager e imprenditori pianifica programmi di welfare aziendale nei prossimi anni: i costi restano un ostacolo (indagine Edenred).

In azienda, imprenditori, manager e dipendenti – sono tutti d’accordo: i piani di welfare aziendale non sono abbastanza sviluppati e bisognerebbe potenziarli nei prossimi 2-3 anni. Lo ha rilevato Edenred, fornitore di buoni e carte di servizio (marchio Ticket Restaurant). Dopo una prima inchiesta effettuata fra i dipendenti, ha successivamente preso in esame il punto di vista di imprenditori e manager, con una indagine affidata ad Astra Ricerche (panel di circa 400 aziende, italiane e multinazionali).

Il 45% degli industriali e dei dirigenti ha dichiarato di non essere soddisfatto dei propri piani di welfare aziendale (fra i dipendenti, la percentuale di insoddisfazione era del 48,7%, dunque abbastanza simile), e il 70% pensa di svilupparne nei prossimi 2-3 anni.

I servizi che al momento vengono offerti più frequentemente sono, nell’ordine, buoni pasto o mensa (79%), flessibilità (orario ridotto o telelavoro, 58%), assistenza medica o burocratica (36%), servizi di conciliazione casa-famiglia (23%), benefit ricreativi e culturali (19%), servizi di mobilità (13%).

Era già emerso nella precedente indagine come ci sia un divario fra i desiderata dei dipendenti e le opportunità che le aziende effettivamente offrono.

Imprenditori e manager dichiarano di aver il preciso scopo di migliorare il clima aziendale (86%), e accrescere la soddisfazione delle risorse umane (55%), aumentare la produttività (51%), raccogliere vantaggi d’immagine (50%) puntando sull’apprezzamento interno ed esterno (ad esempio in materia di CSR – Corporate Social Responsabilty).

Nel progettare nuovi piani di welfare aziendale, emergono una serie di difficoltà, che le aziende evidenziano. Innanzitutto,i costi, che rappresentano un freno per il 55% degli intervistati, soprattutto in considerazione del perdurare di una lunga crisi economica che incide parecchio sui budget destinati a formazione e cura del personale.

Un altro ostacolo è rappresentato da problemi pratici e logistici (38%).

Le due indagini fanno emergere come i dipendenti siano più critici dei loro capi sulla capacità di individuare e soddisfare le reali esigenze dei lavoratori. Questo problema è sottolineato dal 38% dei dipendenti, contro il 22% di imprenditori e dirigenti. Il che suggerisce come ogni iniziativa potrebbe essere preceduta da un’adeguata fase di ascolto.

«Attraverso questo ricerca abbiamo raccolto la voce delle imprese» commenta Graziella Gavezzotti, presidente e Ad di Edenred, secondo la quale «l’indagine conferma che la richiesta di servizi di conciliazione fra vita privata e vita lavorativa non è attualmente soddisfatta dalle aziende, nonostante sia il principale desiderio dei lavoratori». «Il tema del welfare aziendale sta entrando con forza nell’agenda delle priorità» aggiunge Enrico Finzi, sociologo e presidente di Astra Ricerche, che aggiunge: «aumenta la consapevolezza di imprenditori e top management della cruciale importanza della serenità, della motivazione e della identificazione, almeno parziale, dei dipendenti con la propria impresa al fine di ottenere un’adeguata produttività».