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Governo Renzi: le richieste delle Partite IVA

di Francesca Vinciarelli

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Lettera aperta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedere più attenzione alle Partite IVA: ecco le priorità ravvisate e trasmesse da Giuseppe Bortolussi (CGIA di Mestre).

Presentata dal segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con la quale si chiede maggiore attenzione al popolo delle Partite IVA, che sta vivendo un momento molto difficile a causa del perdurare della crisi economica. Bortolussi fa notare come la categoria rappresentata dalle Partite IVA – costituita da lavoratori autonomi, professionisti, freelance e dal 70% degli artigiani e dei commercianti che lavorano da soli – non abbia potuto beneficiare delle più importanti agevolazioni a favore del mondo produttivo che il governo Renzi ha messo in campo in questi primi 14 mesi di lavoro. In più, nel corso degli ultimi anni, proprio le Partite IVA hanno subito un progressivo aumento del prelievo previdenziale e, sebbene il Governo abbia eliminato l’inasprimento previsto per il 2015, dal 2016 è previsto che l’aliquota contributiva della Gestione Separata INPS torni a crescere.

Partite IVA free lance: aliquote contributive 2015-2017

Con riferimento ad artigiani e commercianti, Bortolussi sottolinea l’aumento di quasi +0,5% dell’aliquota contributiva INPS, che annulla gli effetti positivi del credito IRAP del 10% introdotto dal 2015. Senza contare che il taglio dell’IRAP sul costo del lavoro non riguarderà le attività che non hanno dipendenti ed è stata eliminata anche l’ipotesi di estendere a queste Partite IVA il bonus degli 80 euro. Misura attualmente indirizzato solo ai lavoratori dipendenti, nonostante siano più tutelati degli autonomi anche nel caso in cui perdano il lavoro: per le Partite IVA, infatti, in caso di chiusura della propria attività non è prevista alcuna misura di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione o forma di cassa integrazione in deroga e/o ordinaria/straordinaria.

«Purtroppo non è facile trovarne un altro: spesso l’età non più giovanissima e le difficoltà del momento costituiscono una barriera invalicabile al reinserimento, spingendo queste persone verso forme di occupazione completamente in nero. È sempre più evidente a tutti che la precarietà si annida soprattutto tra questi soggetti», sottolinea il presidente (?) della CGIA Mestre.

Non poteva poi mancare un cenno al nuovo regime forfettario che sostituirà il vecchio Regime dei Minimi. Una misura che avrebbe dovuto semplificare e alleggerire il carico fiscale per le Partite IVA e che invece in alcuni casi risulta addirittura peggiorativo, tanto che in vista dell’entrata in vigore della misura prevista dalla Legge di Stabilità 2015 c’è stato un boom di aperture di Partite IVA con il vecchio Regime dei Minimi. Ovviamente, sottolinea Bortolussi:

 «La questione non va affrontata mettendo gli uni contro gli altri, ipotizzando di togliere alcune garanzie ai lavoratori dipendenti per darle agli autonomi, ma allargando l’impiego di alcuni ammortizzatori sociali anche a questi ultimi che, almeno in parte, dovrebbero pagarseli».

Bortolussi conclude ricordando comunque quanto di buono ha fatto il governo Renzi per il tessuto imprenditoriale italiano:

“Con il Jobs Act è iniziato un percorso importante: prosegua su questa direzione. Grazie al Suo governo si è finalmente avviata la riduzione del carico fiscale sui cittadini e sulle imprese. Non è ancora sufficiente, ma è un merito che Le riconosco. In un territorio come il Veneto dove il ceto medio produttivo costituisce il tessuto connettivo dell’economia è necessario che il Suo Esecutivo trovi la forza e soprattutto le risorse per aiutare questa categoria di lavoratori che in prospettiva può essere determinante per riagganciare la ripresa e rilanciare l’occupazione del Paese”.