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ISTAT: più retribuzioni, meno rinnovi di contratto

di Noemi Ricci

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In Italia le retribuzioni sono cresciute del 2% su base annua ma ci sono 4,9 milioni lavoratori con contratti in attesa rinnovo.

Il 62,2% degli occupati dipendenti italiani è regolato da contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore, mentre le retribuzioni contrattuali orarie sono cresciute dello 0,2% rispetto a febbraio e del 2% rispetto a marzo 2010. Sono i dati ISTAT di fine di marzo 2011, con un tasso d’inflazione annuo del 2,5%.

In crescita le retribuzioni, dunque, anche prendendo a riferimento il periodo gennaio-marzo 2011: +2,1%.

A livello settoriale, a mostrare il maggiore incremento sono edilizia (+4,6%), militari e difesa (+4,3%), forze dell’ordine (+4,0%), agricoltura (+3,8%). Più contenuti gli aumenti per ministeri (+0,6%), scuola (+0,6%), regioni e autonomie locali(+0,7%), servizio sanitario nazionale (+0,7%).

Nel mese di marzo sono stati rinnovati gli accordi per gas e acqua (aziende municipalizzate e private) e commerci, ed erano in vigore 40 contratti relativi a circa 8,1 milioni di dipendenti, ai quali corrisponde il 57,5% del monte retributivo complessivo.

Sono in attesa di rinnovo, invece, 38 accordi contrattuali che vedono coinvolti circa 4,9 milioni di dipendenti, per un monte retributivo del 42,5%. La percentuale di chi aspetta il rinnovo passa così dal 52,6% al 37,8%. In media i lavoratori attendono 15,2 mesi per il rinnovo del proprio contratto di lavoro (10,8 a febbraio 2011), o 5,7 se si distribuisce l’attesa sul totale dei dipendenti.

La maggioranza dei contratti (78,4%) è in vigore nel settore privato. Nel settore agricolo la copertura è del 100%, nell’industria del 94,6%, nei servizi privati del 60,6%.

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Fonte:ISTAT

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