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Pensione anticipata: piano di governo per esodati e over 60

di Barbara Weisz

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Un ponte verso la pensione per chi ha oltre 60 anni e ha perso il lavoro: in via di definizione il progetto del ministro Poletti per l'assegno anticipato.

Il Governo sta progettando una norma sulle pensioni che risolva il caso esodati: una misura che accompagni alla pensione anticipata gli over 60 rimasti senza lavoro ma che non hanno i requisiti per accedere all’assegno previdenziale. Come anticipato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti in un’intervista al Messaggero. Una sorta di corsia preferenziale per chi ha intorno ai 64 anni e, pur avendo perso il lavoro non percepisce ancora la pensione. Si tratta di lavoratori ai quali manca circa un anno e mezzo al raggiungimento dei requisiti previdenziali:

«un ponte che li possa portare più velocemente all’assegno penionistico. Ci stiamo lavorando, e non è ancora il momento delle date»

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Esodati

Poletti pensa a un trattamento simile a quello ipotizzato dal precedente Ministro del Lavoro, anche se con alcuni correttivi. Giovannini pensava ad una soluzione per gli esodati, che prevedesse una sorta di pre-pensionamento in parte pagato dall’azienda, sull’esempio di quello già esistente nelle imprese sopra i 15 dipendenti per chi è a meno di quattro anni dalla pensione: un accordo con l’azienda in base al quale il dipendente si ritira e percepisce un assegno pari alla pensione a cui avrebbe diritto se avesse già maturato i requisiti; in questi casi la prestazione viene erogata dall’INPS ma finanziata dall’azienda, che paga anche i contributi figurativi fino al raggiungimento della pensione.Ebbene, il prestito pensionistico replicava tale modello ma con meno oneri per l’azienda, che pagava solo una parte della prestazione (l’altra era finanziata dallo Stato, ma sotto forma di prestito che il dipendente avrebbe poi restituito dopo l’accesso alla pensione vera e propria).

Senza lavoro

Il ministro ha fatto specifico riferimento anche a chi ha perso il lavoro e di conseguenza non può stipulare accordi di prepensionamento con un’impresa. Qui potrebbe intervenire un meccanismo simile a quello del famoso prestito pensionistico: lo Stato paga un assegno fino al raggiungimento della pensione, poi il lavoratore restituisce il tutto nel corso degli anni in cui riceve il trattamento previdenziale vero e proprio

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Ma si tratta solo di ipotesi: per conoscere i contenuti e i dettagli bisogna attendere il piano del Governo, che deve trovare il finanziamento della misura e un meccanismo che risolva effettivamente il problema.

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